Fronte pressoché compatto nel Consiglio comunale di Poggibonsi contro l’ipotesi di chiusura del punto nascita dell’ospedale di Campostaggia. A prendere posizione sono i gruppi Partito Democratico, Futura, Uniti per Poggibonsi, Vivi Poggibonsi – Lista civica, Rifondazione Comunista e Poggibonsi Merita, insieme al consigliere Paolo Salvini.
Una posizione che richiama l’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio comunale lo scorso 10 febbraio. Al centro dell’intervento ci sono soprattutto i dati relativi all’attività e alla capacità attrattiva del reparto, oltre alla richiesta di rivedere a livello nazionale i parametri utilizzati per valutare il mantenimento dei punti nascita.
Di seguito il comunicato integrale.
“La quasi totalità dei Gruppi Consiliari del Comune di Poggibonsi, in linea con l’Ordine del Giorno approvato all’unanimità nella seduta consiliare del 10 febbraio 2026, esprime con forza la propria unità e contrarietà rispetto all’ipotesi di chiusura del punto nascita dell’Ospedale di Poggibonsi.
Il punto nascita non rappresenta soltanto una struttura sanitaria: è infatti un presidio di qualità, innovazione e attrattività, che per lunghi anni ha rappresentato un riferimento concreto per numerosi genitori e famiglie provenienti da territori anche extra-regionali, grazie alla qualità dell’assistenza, alla professionalità del suo personale e all’innovazione dei modelli di cura.
È altresì un elemento strutturale di coesione territoriale, di tutela dei diritti dei genitori e delle famiglie, di promozione della genitorialità e di contrasto ai processi di spopolamento.
Il punto nascita di Poggibonsi non è una debolezza: i dati dicono che funziona. Il reparto di Ostetricia e Ginecologia di Campostaggia vanta una storia consolidata, una riconosciuta capacità attrattiva e un elevato livello di competenza professionale, confermando come la qualità delle cure non possa essere misurata esclusivamente attraverso il numero dei parti.
I dati ufficiali forniti dalla Direzione sanitaria smentiscono qualsiasi logica di taglio basata solamente sui numeri delle nascite.
Qualità e sicurezza: nel 2025 il tasso di parti cesarei è stato del 9,3%, contro una media regionale del 15%. Nel 2026, ci risulta dai primi dati, che sia sceso ulteriormente al 6,6%. Un risultato di eccellenza che significa meno interventi invasivi e più sicurezza per madri e neonati. Inoltre, tra il 2024 e il 2025 c’è stato lo stesso numero di parti.
Attrattività: il rapporto tra le donne non valdelsane che scelgono Campostaggia e le donne che vanno verso Careggi o Le Scotte è molto positivo, con un tasso di attrattività del 68%. Il nostro punto nascita, primo in Italia a sperimentare il parto naturale, è quindi un presidio attrattivo ben oltre il territorio della Valdelsa.
Investimenti già in essere: da un anno abbiamo un nuovo primario, sono stati implementati i posti letto in Pediatria ed è già stato aperto il nuovo consultorio, con la presa in carico delle gravidanze fin dai primissimi mesi.
Consapevoli che la decisione sul mantenimento o la chiusura dei punti nascita non è rimessa ai Comuni né alle singole realtà territoriali, ma discende da scelte e parametri definiti a livello mondiale dall’OMS e da norme nazionali, pertanto, come nell’Ordine del Giorno approvato da tutti i gruppi consiliari, torniamo a chiedere:
- l’aggiornamento delle soglie quantitative previste dal DM 2 aprile 2015, tenendo conto del calo demografico strutturale, salvaguardando comunque le linee guida previste dalla letteratura scientifica;
- l’introduzione di criteri integrativi di valutazione, di natura territoriale, sociale e qualitativa;
- la previsione di soglie differenziate e flessibili per i punti nascita di primo e secondo livello;
- l’annullamento immediato di qualsiasi ipotesi di chiusura del punto nascita di Poggibonsi.
La sanità non si misura solo con il numero di nascite. Si misura con la qualità, con la sicurezza.”