Tre smartphone completi di schede SIM operative e due panetti di hashish per un peso complessivo di circa 200 grammi. È questo il bilancio del sequestro effettuato dagli agenti della Polizia Penitenziaria all’interno della Casa di Reclusione di San Gimignano nella giornata di mercoledì 14 ottobre.
Il rinvenimento è avvenuto nel corso dei controlli effettuati nei confronti di un detenuto rientrato in istituto dopo la fruizione di un permesso. Nei confronti dell’uomo è scattato l’arresto per l’ipotesi di reato di detenzione illecita di sostanze stupefacenti con l’aggravante della destinazione all’interno di un istituto di pena, unitamente alla denuncia in stato di libertà per il tentativo di introduzione non autorizzata di dispositivi di comunicazione.
L’intervento tempestivo della Polizia Penitenziaria assume una rilevanza strategica sotto il profilo della sicurezza interna. Il sequestro ha infatti evitato l’ingresso di strumentazioni che avrebbero potuto consentire comunicazioni non schermate con l’esterno, oltre a sventare la nascita o l’alimentazione di possibili piazze di spaccio all’interno del circuito detentivo.
La vicenda desta particolare attenzione anche in virtù della tipologia della struttura di San Gimignano, casa di reclusione che ospita soggetti appartenenti al circuito dell’Alta Sicurezza.
Dell’accaduto è stata tempestivamente informata la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena, che ha preso in carico il fascicolo per le valutazioni e gli accertamenti d’indagine di propria competenza.
Si precisa che il procedimento versa attualmente nella fase delle indagini preliminari. Gli addebiti formulati si basano sugli elementi indiziari acquisiti allo stato degli atti; per il principio di presunzione di innocenza, la persona sottoposta ad indagini non è da ritenersi colpevole fino all’eventuale emissione di una sentenza definitiva di condanna.