Scarlino Energia: il presidente Periccioli replica alle accuse

La nota del presidente di Scarlino Energia Moreno Periccioli

Dopo la nuova istanza di fallimento presentata dalla Procura e 14 persone iscritte nel registro degli indagati in merito alla vicenda dell’inceneritore di Scarlino Energia, il presidente Moreno Periccioli spiega e replica alle accuse. (LEGGI anche Terremoto Scarlino Energia, senesi tra gli indagati)

“Il Tribunale di Grosseto ha rinviato al 14 luglio l’assemblea dei creditori per l’espressione di voto sula proposta concordataria presentata da Scarlino Energia.

Un atto dovuto a seguito della presentazione di una nuova istanza di fallimento da parte della Procura della Repubblica di Grosseto

L’istanza della procura fa riferimento alla ipotesi di reati fallimentari il cui merito si respinge fermamente, non c’è stato infatti alcun pagamento preferenziale nei confronti del ceto creditorio e quindi nessuna volontà di favorire taluno a favore di altri; questa verità emergerà in modo chiaro.

Su tali ipotesi la procura ha aperto una indagine di cui è stata data notizia non ai diretti interessati, bensì singolarmente, ad una sedicente parte offesa tutelata dall’Avv.to Fazzi.

L’iniziativa della Procura, comunicata in sede di udienza, determina un rallentamento della procedura concorsuale, che comunque prosegue.

La strumentalizzazione che di questo fatto, pubblico e legittimo, ha tentato e tenterà l’avvocato Fazzi, è emblematica di due posizioni che si confrontano impropriamente in questa vicenda ed in quella sede.

Da una parte Scarlino Energia, che cerca di uscire con la proposta di concordato in continuità, da una fase di difficoltà societaria dovuta principalmente alle note vicende dell’annullamento delle due precedenti autorizzazioni, che ne hanno impedito il regolare funzionamento dell’impianto. Proposta che mira a tutelare i lavoratori e i creditori con la ripresa dell’attività già autorizzata dalla Regione Toscana.

Dall’altra parte sta chi usa tutti i mezzi per far fallire la Società con l’obiettivo di far cessare l’attività dell’impianto di incenerimento di Scarlino, impianto la cui vita non è legata certo alla sopravvivenza della società che in questo momento ne è proprietaria.

Interessi particolari che devono restare estranei agli interessi veri dei creditori e dei lavoratori; interessi particolari che vorrebbero inibire il diritto a fare impresa da parte dell’azienda, previsto dalle leggi e da esse, mi auguro, tutelato; interessi particolari in contrasto con l’interesse generale ad una corretta gestione del ciclo de rifiuti.

Interessi particolari che non possono che essere estranei alla procedura di concordato che continua ed avrà, ne sono certo, una positiva conclusione”.

 

 

Moreno Periccioli

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