Sciopero delle mense, ed i bambini restano a scuola senza pasto

La rabbia di un genitore: “Le famiglie non erano state avvisate”

Non erano stati avvertiti i genitori dei bambini che gli operatori delle mense scolastiche avrebbero fatto sciopero, e così gli studenti sono andati a scuola con la loro merendina per la colazione senza immaginare che avrebbero dovuto fare quasi digiuno. E’ stato infatti solo grazie alla buona volontà di qualche operatore se i bambini hanno mangiato una manciata di rigatoni, recuperati all’ultimo momento e divisi tra tutti i presenti.

Scrive il padre di una bambina: “Sono il padre di una bambina di circa 8 anni che frequenta la II elementare presso la Scuola Primaria B. Peruzzi e volevo manifestare la mia arrabbiatura, (sinonimo che sicuramente non rispecchia il mio umore) nei confronti dell’ufficio istruzione e del comune di Siena.

Il 30 marzo ad insaputa di tutti i genitori era stato indetto lo sciopero della mensa scolastica o meglio degli operatori che sono responsabili della consegna del pranzo; la notizia l’abbiamo appreso quando i nostri figli sono ritornati da scuola, cioè 16.30 per i più fortunati, pochi minuti prima delle 17 per gli altri come mia figlia.

Vi faccio immaginare lo stupore di noi genitori che credono di consegnare i propri figli a delle istituzioni responsabili e chiocce, che si occupano non solo della formazione ma anche della presa in carico dei nostri figli durante quelle ore e, ci vengano consegnati senza uno dei diritti essenziali per cui noi paghiamo e per cui c’è la vostra delibera n° 74 e la delibera Regionale 137/2003 in cui il comune garantisce l’erogazione della mensa scolastica.

I lavoratori che erano in sciopero hanno il diritto di farlo non curandosi delle conseguenze che possono apportare, ma visto che lo stessa assenza deve essere anticipata, voi come istruzione del comune di Siena avevate il dovere di avvisare noi genitori.

Immagino possa essere impossibile dall’oggi al domani fornire i pasti per tutti i bambini, ma avevate il dovere e lo sottolineo” il dovere” di avvisare noi genitori della situazione critica della giornata e dell’opportunità di fornire i bambini da casa con qualche alimento che gli permettesse di mangiare qualcosa a pranzo.

Giornalmente arrivano comunicazioni dall’ufficio amministrativo, dall’ufficio dello sport, etc etc  sulle nuove modalità di pagamento delle rette scolastiche, sulle rette per la mensa , sulle attività che il comune fa e come se la canta e come se la suona e non siete capaci in una era così tecnologica di avvisare i genitori di questa situazione?

E metti caso ci fossero delle situazioni più incombenti e di maggior gravità, ci possiamo fare già direttamente il segno della croce raccomandandoci che non succeda niente?

L’istruzione è sempre in emergenza, sicuramente non solo a Siena, ma noi genitori vediamo ogni giorno il lavoro incredibile che fanno tutti gli operatori all’interno della scuola, nonostante le carenze numeriche ma siamo sempre a rincorrere che vengano rispettati i diritti dei nostri figli.

Non credo di essere l’unico genitore ad essere alterato che ha diritto a avere una spiegazione ma siete tenuti a portare le scuse a questi bambini che già da piccoli si disamorano alla res publica ed della scuola”.

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