Scuole di specializzazione in medicina: cinque bocciate a Siena

Cinque scuole di specializzazione in medicina dell’Università di Siena bocciate dal Ministero

Il Ministero dell’Università boccia cinque scuole di specializzazione in medicina dell’Università di Siena. Sono in totale 13 in tutta la Toscana le scuole di specializzazione bocciate.

A riportarlo è il Corriere Fiorentino. A Siena rischiano di non essere attivate Medicina del lavoro, Chirurgia toracica, Allergologia e immunologia clinica, Audiologia e foniatria e Medicina legale. Per queste scuole è molto alta la possibilità che nel prossimo autunno non possano attivare il nuovo “anno scolastico” e che molti nuovi laureati in medicina restino fuori dalle specializzazioni.

A Firenze a rischiare è Audiologia e foniatria, a Pisa sono addirittura sette le scuole che non avrebbero i numeri: Medicina dello sport, Nefrologia, Audiologia e foniatria, Medicina legale, Neurochirurgia, Malattie infettive e tropicali e Medicina del lavoro.

L’Osservatorio ha presentato un lungo elenco di inadeguatezze che sarebbero state riscontrate in queste scuole: spazi e laboratori insufficienti, standard ospedalieri troppo bassi (posti letto, sale operatorie, prestazioni), numeri inadeguati di docenti o docenti con limitata attività scientifica. La valutazione del ministero dell’Università si è basata sugli ultimi due criteri, quelli accademici, poi il ministero della salute darà il proprio giudizio in base ai criteri ospedalieri.

Tra le raccomandazioni dell’Osservatorio c’è anche quella di non far lavorare in corsia gli specializzandi che frequentano le scuole a cui sarebbe ritirato l’accreditamento. Al prossimo concorso per le scuole, a fronte di 6.300 posti a livello nazionale, si prevede che si presenteranno 15.000 medici laureati. Ne resterebbero fuori quasi 9mila per i quali l’assessore Saccardi valuta l’opportunità di poter effettuare scuole di specializzazione anche al di fuori dell’università.

Il professor Ranuccio Nuti, delegato alla sanità del rettore dell’Università di Siena e direttore della scuola di specializzazione in medicina interna, intervistato dal Corriere Fioretino – si mostra perplesso: “Sono stati usati criteri per niente chiari, discutibili, basati sulle pubblicazioni scientifiche dei docenti. Ad esempio, le esclusioni di audiologia, chirurgia toracica e medicina legale sono abbastanza inspiegabili, mentre vengono accreditate scuole su cui nutrivamo dubbi. Ci sono incongruenze palesi». Proprio per audiologia, con la bocciatura di tutte e tre le scuole toscane, «potremmo avere dei problemi”.

A Siena, spiega il Corriere Fiorentino, le difficoltà nascono dalla riduzione, negli ultimi anni, del corpo docente. E meno insegnanti significa avere meno possibili specializzandi, secondo le nuove norme. Ma negli ultimi mesi sono stati banditi molti nuovi concorsi per professori. Secondo Nuti, la legge è chiara, il numero minimo di docenti può essere raggiunto anche in corsa, a scuola iniziata, basta essere in grado di garantire le assunzioni al momento dell’accreditamento.

In passato le scuole di specializzazione erano state prese di mira a più riprese per la scarsa attenzione da parte dei docenti nei confronti dei giovani medici. Giovani costretti a fare bassa manovalanza, impiegati in attività mediche e ambulatoriali senza avere un docente a controllare, dichiarati specializzati senza aver fatto un numero adeguato di interventi chirurgici. Da qualche anno la legge obbliga ad adeguarsi a degli standard minimi. “Non nascondiamoci, il problema esiste, pochi mesi fa a Cagliari c’è stata una sentenza contro un professore che non supervisionava gli specializzandi. Perché la legge prescrive che siano sempre sotto il diretto controllo visivo di un tutor spiega il professor Nuti Per quanto riguarda Siena posso dire che il controllo è serio e accurato, i nostri standard sono altissimi. Non esiste che gli specializzandi siano lasciati a se stessi e che si occupino di pazienti senza una supervisione. Non succede in area medica, figurarsi in area chirurgica”.