"Si cercano case": appello del Centro Antiviolenza Valdelsa per l’autonomia delle donne

Il Centro Antiviolenza Valdelsa cerca appartamenti tra Colle Val d’Elsa e Poggibonsi per donne uscite dalla violenza, garantisce serietà e almeno sei mesi di contratto.

Di Redazione | 22 Aprile 2026 alle 8:00

Il Centro Antiviolenza Valdelsa cerca appartamenti tra Colle Val d’Elsa e Poggibonsi per donne uscite dalla violenza. Ne ha parlato a “Buongiorno Siena” Barbara Amoroso Donati, responsabile comunicazione del Centro Antiviolenza Valdelsa, che lancia un appello ai proprietari della zona: offrire alloggi a chi sta ricostruendo la propria vita dopo la fuoriuscita dalla violenza.

L’appello: case di semi-autonomia per ripartire

La difficoltà di trovare un alloggio in affitto riguarda tutti, anche in Valdelsa. Ma per chi ha già intrapreso un percorso di uscita dalla violenza, la casa è il tassello decisivo per tornare a vivere in autonomia. Il progetto si chiama “Il CAV cerca case” e si rivolge a donne che sono lontane dai maltrattanti, sia nel tempo che geograficamente, e che stanno consolidando il proprio reinserimento.

«Cerchiamo case di semi-autonomia, dove le donne possano recuperare al 100% la propria vita. Se non si ha un proprio spazio… non si può essere autonome al 100%.»

Le esigenze sono chiare: appartamenti tra Colle Val d’Elsa e Poggibonsi, con due camere da letto, due bagni, una zona soggiorno, in aree servite. Spesso ci sono figli piccoli: servono collegamenti comodi con scuole e luoghi di lavoro.

Garanzie per i proprietari: serietà e sicurezza

Il nodo non è la “diffidenza” verso le beneficiarie, ma la scarsità di immobili disponibili. Il Centro, che lavora in rete con i cinque Comuni della Valdelsa e con le istituzioni, si fa garante dei percorsi e offre tutele a chi mette a disposizione la propria casa.

«Le donne che cercano queste case sono persone affidabili, noi garantiamo sulla loro serietà. Possiamo garantire subito sei mesi e parliamo di progetti sicuri.»

«Chiunque mette a disposizione il proprio immobile è in una situazione di totale sicurezza: le donne sono lontane dagli uomini maltrattanti. Troverete affittuarie con i loro bambini, in una fase di ricostruzione.»

Violenza di genere: più consapevolezza tra le giovani

Il quadro nazionale non mostra un calo della violenza. La nota positiva è che se ne parla di più e si investe in prevenzione ed educazione, anche grazie al lavoro di realtà come la Fondazione Giulia Cecchettin. In Valdelsa, negli ultimi due anni, si registra un abbassamento dell’età di chi chiede supporto: un segnale di consapevolezza, non di aumento dei casi.

«Le più giovani hanno una consapevolezza superiore rispetto alle generazioni precedenti: sanno che certi comportamenti non sono normali e trovano il coraggio di rivolgersi a noi.»

«Venite e fateci tutte le domande di cui avete necessità: per chi è dentro il ciclo della violenza, a volte non è chiaro riconoscerlo. Serve il confronto con professioniste esperte, in un luogo accogliente e protetto.»

Come contattare il CAV

Il Centro è raggiungibile via telefono fisso negli orari di sportello (indicati su sito e pagine social), via email e tramite un cellulare d’emergenza attivo tutti i giorni non festivi.

«Noi ci siamo: disponibili anche solo per rispondere a un dubbio, ma soprattutto per affiancarvi nell’uscire da situazioni pericolose per voi e per i vostri figli.»

La chiusura

«È un messaggio di speranza: recuperare la propria vita, la propria libertà, tornare autonome fa la differenza.»



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