In occasione della Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro, abbiamo incontrato Serenella Della Libera, direttrice dell’Unità Operativa Tecnici della Prevenzione (PISLL) di Siena, USL Toscana Sud Est, per fare il punto su numeri, criticità e progetti nel territorio.
Il quadro: numeri in miglioramento, ma ancora troppo alti
«Celebrare questa giornata è importante perché rimette al centro dell’attenzione un fenomeno che, pur in miglioramento, registra ancora numeri elevati»
Della Libera ricorda che in Toscana si contano circa 45mila infortuni sul lavoro denunciati nel 2025, di cui 67 mortali. Nella provincia di Siena i casi sono attorno a 3mila, con 4 infortuni mortali nel 2025 e 5 nel 2024. I settori più colpiti restano edilizia e agricoltura.
Vigilanza: 1.300 aziende viste nel 2025
L’azione dei tecnici della prevenzione si articola su controlli, valutazioni e prescrizioni per mettere e mantenere nel tempo le misure di sicurezza. Nel 2025 sono state verificate circa 1.300 aziende, una copertura stimata intorno al 9% del territorio provinciale.
«È normale: non si possono vedere tutte insieme le aziende. La vigilanza ha riscontrato una serie di irregolarità e, attraverso fasi strutturate, individua le misure di prevenzione e le azioni concrete per mantenerle nel tempo»
Prevenzione: partire dalla scuola
Accanto ai controlli, la USL investe sulla cultura della sicurezza con il progetto “Occhi aperti sulla sicurezza”, che porta nelle scuole elementari i primi strumenti per riconoscere rischio e pericolo, formando i futuri lavoratori e imprenditori.
«Coinvolgere i giovani è cruciale: bisogna partire dalla scuola, con momenti dedicati alla consapevolezza del rischio e del pericolo»
Appalti e subappalti: la rete territoriale per l’agricoltura
Nel dibattito pubblico regionale si parla di oltre cento infortuni al giorno e di un +20% delle malattie professionali. Alla richiesta dei sindacati di più controlli e di una norma sui subappalti a cascata, Della Libera risponde richiamando il quadro già previsto dal Dlgs 81/08 e illustra un progetto mirato sugli appalti in agricoltura.
«Non scordiamo le malattie professionali: l’infortunio è un evento acuto, la malattia professionale è un evento cronico che si sviluppa nel tempo»
«Il mondo del lavoro sta cambiando: in agricoltura crescono le aziende di servizi che impiegano soprattutto lavoratori stranieri, spesso con meno tutele. Abbiamo attivato un protocollo che coinvolge istituzioni, aziende e datori di lavoro lungo tutta la filiera degli appalti per migliorare la sicurezza»
La logica è quella di un sistema in rete che mette insieme sindacati, tecnici della prevenzione della USL e Comuni, partendo dal committente e arrivando alle realtà dove i lavoratori sono più esposti. Al centro, l’affiancamento dei datori di lavoro nella valutazione dei rischi, tenendo conto dei bisogni specifici dei lavoratori.
«Si parte dal committente e si costruisce una rete per tutelare chi è più fragile, affiancando i datori di lavoro perché la valutazione del rischio consideri davvero i bisogni di questi lavoratori»
La chiusura
«La sicurezza si costruisce nel tempo: con vigilanza costante, formazione fin dalla scuola e una rete che, dagli appalti al campo, non lasci indietro nessuno»