Siena: Consorzio Agrario, Cenni: “Si lavori per garantire un futuro certo”

La deputata senese del PD: "Hanno fatto bene il presidente della Provincia e il sindaco di Siena a convocare un tavolo istituzionale"

‘Alla luce delle preoccupazioni espresse anche pubblicamente da lavoratori e agenti nei giorni scorsi, credo che abbiano fatto bene il presidente della Provincia e il sindaco di Siena a convocare un tavolo istituzionale per il Consorzio Agrario”. Lo afferma Susanna Cenni, deputata PD, vicepresidente Commissione Agricoltura alla Camera dei deputati.

“Il destino di questa storica realtà, infatti, va ben oltre la necessità degli agricoltori del nostro territorio di gestire – tramite questa forma di aggregazione – servizi, sementi, macchinari”.

“Il Consorzio è stato ed è uno strumento fondamentale per l’agricoltura senese e oggi, anche tramite negozi di qualità, si conferma un punto di riferimento per agricoltori, consumatori e turisti a cui garantisce prodotti del territorio e filiere locali costruite negli anni. Qualità, sostenibilità, salubrità, prodotti accessibili, certificazioni chiare che consentono al consumatore di scegliere consapevolmente sono requisiti ormai imprescindibili per l’evoluzione e il maggior valore competitivo delle nostre produzioni alimentari. D’altronde, è sempre più diffusa la scelta di acquistare prodotti del territorio con la consapevolezza di concorrere a mantenere nelle nostre aree rurali un presidio ambientale, paesaggistico, economico e sociale”.

“Siena esprime una grande qualità di prodotti e da tempo, anticipando anche il Green deal europeo, ha investito sulla neutralità climatica grazie alla sua agricoltura e alla ricerca. Siena è stata la prima sede di Vinitaly, negli spazi dell’Enoteca e oggi ospita il Santa Chiara Lab, motore straordinario per fornire ricerca e innovazione necessari alla transizione; Siena vede il ruolo attivo della Fondazione Mps sui temi della produzione alimentare, è sede della Fondazione Qualivita, esprime un artigianato importante nel settore dolciario di fama internazionale. È importante e nutrito l’elenco delle denominazioni, i riconoscimenti, i numeri dell’export che caratterizzano il nostro territorio, così come lo sono le sfide che ci attendono, dalla necessità di irrigazioni mirate che controbilancino temperature sempre più alte al bisogno di un ricambio generazionale, una maggiore presenza di donne, la spinta a costruire reti di imprese, distretti, filiere solide e ben organizzate”.

“Questo comparto rappresenta una grande ulteriore occasione di crescita buona e sostenibile ma è necessario fare sistema, massa critica, alzando lo sguardo e investendo con convinzione sul futuro, mettendo insieme imprese, istituzioni, ricerca, comunità locali”.

“È del tutto legittimo che ogni soggetto, tanto più se privato, prenda le proprie decisioni in totale autonomia e non è compito delle istituzioni occuparsi degli assetti, ma sono convinta che se i tanti soggetti in campo provassero a giocare dentro una cornice comune nella stessa direzione, ne beneficerebbero il nostro territorio, le imprese, i lavoratori e la buona immagine di una terra che prova ad investire su un motore, quello dell’agroalimentare, che oggi al centro di profondi cambiamenti e che interessa la vita di tutti e tutte”.