Siena: nasconde droga nel gesso del braccio per portarla al marito in carcere, fermata dalla Polizia Penitenziaria

Il detenuto magrebino ha dato in escandescenze, aggredendo e ferendo due agenti

Di Redazione | 16 Aprile 2026 alle 10:02

Siena: nasconde droga nel gesso del braccio per portarla al marito in carcere, fermata dalla Polizia Penitenziaria
Ha tentato di portare della droga al marito detenuto nel carcere di Siena, ma l’ingegnoso tentativo è stato scoperto dagli attenti controlli della Polizia Penitenziaria.
La sostanza stupefacente era stata abilmente occultata all’interno di un gesso applicato al braccio della moglie del detenuto, giunta nell’istituto di pena per un colloquio. L’insolito comportamento della donna, sulla quale gli agenti avevano già dei sospetti, ha fatto scattare controlli più approfonditi che hanno consentito di scoprire lo stupefacente.
A seguito del mancato colloquio, il detenuto, di origine magrebina, ha dato in escandescenza danneggiando alcuni carrelli portavivande e scagliandoli contro il personale intervenuto. Gli agenti sono riusciti a bloccarlo e a riportare la situazione sotto controllo. Successivamente, lo stesso ha danneggiato il gabbiotto del telefono della sezione detentiva, opponendo ulteriore resistenza e tentando di colpire il personale con una testata, prima di essere nuovamente immobilizzato.
Due agenti hanno riportato lesioni giudicate guaribili rispettivamente in tre e un giorno.
Sull’episodio è intervenuto Francesco Oliviero, segretario per la Toscana del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che ha espresso “piena solidarietà al personale coinvolto, unitamente a un sentito apprezzamento per la professionalità dimostrata e per l’efficacia dell’operazione condotta”.
“L’episodio – ha aggiunto Oliviero – conferma l’elevato livello di attenzione e la capacità operativa della Polizia Penitenziaria, quotidianamente impegnata nel contrasto all’introduzione di sostanze illecite negli istituti di pena, nonostante le note criticità”.
Il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, ha ribadito la necessità di interventi strutturali per fronteggiare i fenomeni criminali emergenti, sottolineando l’importanza di strumenti tecnologici avanzati e di una formazione specialistica per il personale.
Sono in corso ulteriori accertamenti per chiarire eventuali responsabilità e possibili collegamenti con episodi analoghi.


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