Siena sfiora i 40 gradi: al Pronto soccorso fino a 190 accessi al giorno, l'appello di Bova contro il caldo

Caldo record nel Senese: il Pronto soccorso registra circa 190 accessi al giorno, molti legati agli effetti delle alte temperature.

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La giornata di oggi è stata tra le più calde dell’estate. Con temperature che hanno sfiorato i 39 gradi e una percezione superiore ai 40, il caldo continua a mettere a dura prova cittadini e servizi sanitari. Al Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena il Pronto soccorso mantiene infatti un ritmo di accessi molto elevato, considerati anche i picchi registrati durante la settimana del Palio.

A fare il punto è Giovanni Bova, direttore dell’UOC Pronto Soccorso del Policlinico Santa Maria alle Scotte, che spiega come attualmente gli accessi si attestino intorno ai 190 pazienti al giorno.

“In questo momento abbiamo una media di circa 190 accessi quotidiani – spiega Bova –. Durante la settimana del Palio abbiamo registrato picchi ancora più alti, arrivando anche a una media di 200 accessi al giorno. Adesso i numeri sono leggermente diminuiti, ma restano comunque molto sostenuti”.

Una parte degli accessi è collegata anche agli effetti delle alte temperature, soprattutto sulle categorie più fragili.

“Il clima incide in particolare sulle persone anziane e sui pazienti affetti da patologie croniche – sottolinea il direttore –. In questo periodo, però, osserviamo anche un incremento della traumatologia, degli incidenti stradali e di diversi tipi di infortuni, compresi quelli sportivi. Sono fenomeni che durante l’estate si verificano più frequentemente, indipendentemente dal caldo, ma che contribuiscono ad aumentare ulteriormente il numero degli accessi”.

I consigli: idratarsi, evitare il sole e prestare attenzione alle terapie

Il messaggio del Pronto soccorso è quello di non sottovalutare gli effetti dell’ondata di calore e di adottare alcune precauzioni semplici, ma fondamentali.

“Il primo consiglio riguarda l’abbigliamento – afferma Bova –. È importante indossare indumenti leggeri, che favoriscano la dispersione del calore e garantiscano un adeguato scambio termico. Questo vale soprattutto per le persone anziane, che spesso tendono a rimanere molto coperte anche quando le temperature sono elevate”.

Fondamentale anche evitare l’esposizione nelle ore più calde e mantenere una corretta idratazione.

“Bisogna evitare di uscire o di esporsi al sole nelle ore centrali della giornata, bere in maniera sufficiente e mangiare in modo leggero, privilegiando frutta e alimenti facilmente digeribili – prosegue Bova –. Con l’aumento della sudorazione è inoltre necessario prestare attenzione agli squilibri elettrolitici e alla perdita di sali minerali”.

Particolare cautela deve essere riservata all’attività fisica, anche da parte delle persone giovani e in buone condizioni di salute.

“Fare sport nelle ore più calde della giornata può esporre anche soggetti giovani e sani a conseguenze che possono diventare gravi – avverte il direttore –. Quando possibile, l’attività fisica deve essere ridotta oppure spostata nelle fasce orarie meno calde”.

Un altro aspetto riguarda le terapie farmacologiche seguite dai pazienti affetti da patologie croniche.

“Le persone ipertese, diabetiche, cardiopatiche, ma anche coloro che assumono farmaci che agiscono sul sistema nervoso, dovrebbero rivalutare insieme al proprio medico curante o ai sanitari di fiducia l’atteggiamento terapeutico – precisa Bova –. Non bisogna modificare autonomamente i farmaci, ma è opportuno verificare se, durante un’ondata di calore, siano necessari particolari accorgimenti”.

Protocolli pronti in caso di iperafflusso

Sul fronte organizzativo, il Policlinico è preparato a gestire eventuali ulteriori aumenti degli accessi. Il Pronto soccorso delle Scotte, essendo un presidio di secondo livello dell’Area Vasta Sud-Est, dispone di procedure specifiche per affrontare le situazioni di iperafflusso.

“Abbiamo protocolli che vengono applicati durante tutto l’anno e che ci consentono di affrontare aumenti significativi del numero dei pazienti – spiega Bova –. Le cause possono essere diverse: dalle epidemie e pandemie influenzali del periodo invernale fino alle ondate di calore durante l’estate”.

Il direttore ricorda inoltre il ruolo centrale svolto dall’ospedale senese per l’intero territorio.

“Il Policlinico di Siena continua a funzionare sempre, anche nei periodi in cui nel territorio circostante o negli ospedali periferici può esserci una riduzione dell’attività legata all’estate – conclude Bova –. Questo può comportare qualche difficoltà in più, ma disponiamo di meccanismi di compensazione dell’aumento dei flussi e siamo pronti ad affrontare tutte le eventualità”.

Simona Sassetti

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena, poi su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, gli Alt-J, poi Guccini, Battiato, gli hamburger vegani, le verdure in pinzimonio. È allergica ai maschilismi casuali. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo



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