La sveglia che torna a suonare presto, lo zaino preparato la sera prima, gli amici da ritrovare dopo l’estate. E poi quella sensazione difficile da spiegare che accompagna sempre il primo giorno di scuola, anche quando di primi giorni se ne sono già vissuti tanti. Questa mattina a Siena è suonata la prima campanella dell’anno scolastico 2026/2027. Dietro ai cancelli delle scuole sono tornati soprattutto loro: gli studenti, con le aspettative, i piccoli timori e la voglia di scoprire cosa porteranno i prossimi mesi.
“Sono abbastanza emozionata, perché spero sempre che vada tutto bene con le materie”, racconta Alice Mariotti nel giorno del ritorno in classe. L’estate è appena finita, ma lo sguardo è già rivolto avanti. “Quest’anno mi aspetto di imparare sempre di più, di aumentare le mie conoscenze e, in generale, spero che vada bene come sono andati questi tre anni”.
E se tornare sui libri può essere meno entusiasmante che essere ancora in vacanza, c’è qualcosa che rende settembre speciale: ritrovarsi. “I compagni fanno molta compagnia in questo percorso – aggiunge Alice – dall’aiutarsi allo stare in classe tutti insieme”.
Un sentimento che attraversa età e classi diverse. Anche per Riccardo Meoni, ormai al quarto anno, il primo giorno conserva ancora qualcosa di particolare. “C’è sempre un po’ di emozione. Mi aspetto un anno molto bello, come quello passato, quando abbiamo scoperto nuove materie”. Per lui adesso ci sono topografia, estimo e nuove conoscenze da approfondire, ma anche la consapevolezza che gli anni delle superiori stanno passando velocemente. “È un’emozione molto particolare perché siamo già al quarto anno. Me ne aspetta ancora un altro e poi finiranno le superiori. Spero di vivere al meglio questo periodo”.
Per qualcuno è un ritorno, per altri tutto comincia oggi
Se per molti il 15 settembre significa ritrovare volti e luoghi conosciuti, per altri questa mattina una porta si è aperta per la prima volta. Sono gli studenti delle classi prime, arrivati alle superiori dopo aver lasciato alle spalle le medie. Nuovi corridoi, professori ancora da conoscere, compagni di cui magari poche ore prima non si conosceva neppure il nome. Al Bandini di Siena il nuovo anno è cominciato proprio con l’accoglienza dei ragazzi più giovani. Un momento pensato per aiutarli a conoscere la scuola e affrontare un passaggio che riguarda non soltanto lo studio, ma anche la crescita personale. “Iniziano un nuovo percorso scolastico in una fase anche di crescita – spiega Floriana Bonocore dirigente scolastica del Bandini – e quello che teniamo a portare avanti è lo sviluppo della loro autonomia e della conoscenza della scuola”.
Ad accogliere i nuovi studenti c’è anche chi quei corridoi li ha già lasciati alle spalle. Edoardo Finucci, oggi studente universitario, è tornato per un giorno nella scuola superiore e, vedendo le nuove matricole, è stato inevitabile ripensare a quando al loro posto c’era lui. “Ieri sera guardavo le foto del mio primo giorno alle superiori. È emozionantissimo, infatti sono tornato molto volentieri”. E proprio da chi quel percorso lo ha già attraversato arriva forse il consiglio più semplice per i ragazzi che questa mattina si sono seduti per la prima volta tra i banchi delle superiori. “State tranquilli. Il primo giorno si percepisce un po’ di paura, magari non si sa ancora se il percorso scelto sia quello giusto. Bisogna vivere la giornata, vivere l’anno e decidere piano piano”.
Perché alla fine il primo giorno di scuola è anche questo: un nuovo inizio del quale non si conosce ancora la storia. Oggi ci sono l’emozione, qualche paura, gli abbracci dopo l’estate e i nomi dei nuovi compagni da imparare. Da domani torneranno interrogazioni, compiti, sveglie e giornate che sembreranno tutte uguali. Ma tra qualche anno, forse, saranno proprio queste ore a diventare una fotografia da riguardare con un po’ di nostalgia. Come quella del proprio primo giorno di scuola.