Sparatoria a Napoli: Armando Del Re in carcere. “Ammazzatelo” il grido della folla davanti alla caserma dei Carabinieri

Arrestati entrambi i responsabili. Noemi si sveglia dal coma

Una giornata di svolta, quella di oggi, per la sparatoria avvenuta una settimana fa a Napoli. Dopo l’arresto del sicario, un 29enne di Napoli, avvenuto questa mattina in provincia di Siena, la notizia che la piccola Noemi, rimasta gravemente ferita durante l’agguato ai danni del pregiudicato Salvatore Nurcaro, ha aperto gli occhi dopo 7 giorni di coma indotto e ha ripreso a respirare spontaneamente. Una settimana che ha visto la città di Napoli, e non solo, stringersi intorno alla piccola e alla sua famiglia, durante la quale il presunto responsabile si è dato alla fuga, terminata proprio oggi in provincia di Siena.

Armando Del Re, l’uomo accusato di aver sparato in mezzo alla folla il 3 maggio, è stato infatti fermato questa mattina all’alba in un autogrill nel comune di Rapolano Terme, lungo la Siena-Bettolle. Mentre il fratello, Antonio De Re, anche lui coinvolto nella sparatoria, è stato fermato nei pressi di Nola. Il primo, al momento del fermo, era a bordo della sua auto insieme alla madre e alla sorella. E’ stato portato nella caserma dei Carabinieri di Siena dove è rimasto in stato di fermo in attesa di essere trasferito nel carcere di Siena, dove si trova attualmente. La notizia dell’arresto si è diffusa rapidamente. Davanti alla caserma, non solo giornalisti e operatori, ma anche curiosi e passanti. “Ammazzatelo” ha urlato qualcuno.

All’operazione hanno preso parte tutte le forze dell’ordine, i carabinieri, la Guardia di Finanza, e la Polizia di Stato. Il provvedimento di fermo nei confronti di Armando Del Re e del fratello Antonio è stato emesso dai pm Antonella Fratello, Simona Rossi e Gloria Sanseverino (coordinati dal procuratore Giovanni Melillo e dall’aggiunto Giuseppe Borrelli) che hanno ravvisato un imminente pericolo di fuga.

Stando alle parole del procuratore di Napoli, Giovanni Melillo, durante una conferenza stampa avvenuta questa mattina, “sono entrambi coinvolti nella pianificazione e nella materiale esecuzione”. Ma se Antonio avrebbe svolto funzioni di supporto logistico e concorso nella realizzazione del delitto, il fratello Armando sarebbe l’esecutore materiale. Ad entrambi viene contestata la premeditazione. “Siamo in pieno contesto camorristico” ha affermato sempre il procuratore Melillo, ma sul movente, al momento, gli inquirenti preferiscono mantenere il massimo riserbo considerate le indagini ancora in corso.

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