“Il Governo Meloni esclude Toscana, Emilia-Romagna, Umbria, Sardegna dai 19 milioni di euro destinati alle supplenze temporanee del personale ATA. La ragione è che queste Regioni non hanno proceduto autonomamente al dimensionamento scolastico, peccato che il dimensionamento sia stato comunque realizzato attraverso il commissariamento imposto dal Governo”.
Così in una nota le assessore e gli assessori all’istruzione delle Regioni Toscana, Alessandra Nardini; Umbria, Fabio Barcaioli; Sardegna, Ilaria Portas; Emilia-Romagna, Isabella Conti.
“È qui – proseguono assessore e assessori – che cade ogni alibi amministrativo. Le scuole sono state dimensionate, ma vengono private delle risorse necessarie per sostenerne gli effetti. Non si puniscono le Regioni, si puniscono le loro scuole, il personale e le comunità che ogni giorno garantiscono il servizio pubblico. Così il Governo Meloni esplica le sue fantasie punitive, trasformando il finanziamento della scuola in una leva per colpire chi non si è allineato alle proprie decisioni. È una concezione del potere che pretende obbedienza e usa le risorse pubbliche come premio o ritorsione. Il Ministro Valditara dovrebbe spiegare perché una supplenza ATA debba dipendere dalla procedura con cui una Regione ha subito il dimensionamento. Non esiste alcuna ragione legata al funzionamento delle scuole che giustifichi questa discriminazione. Chiediamo di cancellare immediatamente questa vergognosa esclusione. Le risorse devono andare alle scuole che ne hanno bisogno, non soltanto a quelle amministrazioni che il Governo considera politicamente compiacenti”.