Un documentario sul 2025 di Tittia, ma anche un racconto più ampio sul ruolo e sul significato del fantino nel Palio di Siena attraverso le testimonianze di numerosi protagonisti. È questo l’obiettivo del regista Maurizio Sciarra con “Tittia. Fantino da Palio”, presentato ieri al Cinema Nuovo Pendola davanti a una folta platea nella quale non mancavano anche i capitani di alcune contrada, tra cui Nicchio, Chiocciola, Selva, Aquila, Onda e Oca.
La produzione, realizzata da Bartlebyfilm, andrà in onda domenica 7 giugno alle 13 su Rai 3.
Il documentario inizia dal Palio di Asti del 2025, concluso con la vittoria di Tittia, e segue poi il fantino nella sua quotidianità: il lavoro in scuderia, il racconto del suo arrivo a Siena e lo sviluppo dei giorni del Palio, vissuti e narrati attraverso la sua voce. Ma anche la dimensione familiare, grazie alle parole della compagna Ilaria. Interviene anche il noto proprietario di cavalli Mark Harris Getty, poi Sergio Profeti interpellato per spiegare la storia dei fantini del Palio, come si è sviluppata nel tempo. La fantina Rompicollo si sofferma invece sulle differenze tra i fantini di oggi e quelli del passato.
Il documentario approfondisce anche altri aspetti tecnici della Festa. Le previsite vengono raccontate dal veterinario Carlo Alberto Minniti, che spiega come si svolgono i controlli veterinari e come siano cambiati nel corso degli anni. Grande attenzione è dedicata anche alla mossa, illustrata attraverso il punto di vista dell’ex mossiere Daniele Masala. Tra i dirigenti di contrada le parole di Duccio Cottini, capitano dell’Oca, e poi del Governatore Claudio Laini. Il racconto si conclude proprio con la vittoria di Tittia nel Palio dello scorso luglio: dai delicati momenti della mossa fino al terzo giro di quello che, almeno finora, resta l’ultimo Palio vinto dal fantino.
“È una grandissima soddisfazione, ha affermato Tittia. Ho conosciuto Maurizio l’anno scorso e da allora mi ha seguito da vicino, interessandosi non solo alla mia attività di fantino, ma anche alla mia vita quotidiana, alla mia famiglia e alla scuderia. Essere protagonista di un documentario del genere è un privilegio che non capita a tutti. La cosa più bella è pensare che resterà un ricordo prezioso, da condividere magari con i miei nipoti!”
“L’idea nasce da lontano. Il mio primo lavoro sul Palio risale al 1991. In qualche modo è stato un ritorno alle origini, spiega il regista Maurizio Sciarra. Questa volta volevo raccontare il Palio da un punto di vista meno conosciuto: quello dei fantini. Per farlo ho scelto il fantino più vincente, cercando di mettere in luce soprattutto il lavoro che c’è dietro ai successi. È un mestiere duro e impegnativo: un aspetto che spesso il pubblico non vede. Lavorare con Tittia è stata una bellissima scoperta: un grande professionista, e tra noi si è creato un rapporto umano molto forte. Un nuovo progetto sul Palio? Mai dire mai: come si dice, non c’è due senza tre”.


