Uffici postali chiusi nelle frazioni e nelle aree rurali toscane: anziani senza pensione e soldi per la spesa

Pensionati costretti a percorrere lunghe distanza in contrasto con i decreti emergenza sanitaria. La denuncia dell’ANP Cia Toscana: "Le disuguaglianze di cittadinanza si accentuano nei momenti più difficili a danno dei più deboli"

La chiusura di molti uffici postali nelle aree rurali della Toscana sta mettendo in gravi difficoltà gli anziani che devono riscuotere la propria pensione. A denunciarlo è ANP Cia Toscana che ricorda come i pensionati, già impossibilitati a muoversi come previsto dai Decreti per il contenimento dell’emergenza Coronavirus, sarebbero così costretti a percorrere lunghe distanze, anche di decine di chilometri, per trovare un ufficio postale aperto; ed in qualche caso trovare file estenuanti per entrare all’interno.

Le disuguaglianze di cittadinanza si accentuano nei momenti più difficili – sottolinea Enrico Vacirca, presidente dell’Associazione Nazionale Pensionati della Cia Toscana – ed i pensionati, gli ultra 65enni, le persone più fragili, sono quelli che ne subiscono maggiormente le conseguenze sulla propria pelle». Infatti aumentano, a causa dei provvedimenti per contenere il coronavirus, i disagi delle persone anziane e quelle fragili, in modo particolare rispetto ai servizi essenziali come può essere la spesa o la riscossione della pensione.

Un altro disagio – sottolinea ANP Cia Toscana – è il tema della spesa alimentare. Può ritenersi fortunato chi potrà avere il servizio a domicilio, grazie agli agricoltori locali, alle organizzazioni di volontariato ai Comuni, spesa che comunque dovranno pagare in contanti. Ma se non potranno andare a riscuotere?  Anche perché molti dei pensionati non hanno neanche una connessione internet e figuriamoci un servizio di home banking. “Comprendiamo che la situazione è drammatica per tutti, che molto viene fatto, non lo neghiamo, – ha concluso Vacirca –, ma per chi è anziano e fragile ed abita nelle aree rurali, la situazione è ancora più grave ed il coronavirus nei loro confronti si è piuttosto accanito. In ogni caso, pensando un domani diverso, l’abbattimento delle disuguaglianze di cittadinanza nelle aree rurali dovrà essere una delle prime cose da fare per l’agenda del dopo coronavirus”.

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