L’Università di Siena punta sulla ricerca scientifica e sulle malattie rare polmonari grazie ai fondi del 5×1000. Questa mattina, al Rettorato dell’ateneo senese, è stato presentato il progetto “Innovazione e ricerca per le malattie rare polmonari”, finanziato con i 52.343,75 euro assegnati all’Università attraverso il 5×1000 relativo all’anno di dichiarazione 2024.
Il progetto sarà coordinato da Elena Bargagli, ordinaria del Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e Neuroscienze, insieme al professor Paolo Cameli e alla ricercatrice Laura Bergantini. La ricerca verrà sviluppata nel laboratorio delle Malattie dell’Apparato Respiratorio di Siena e coinvolgerà almeno 200 pazienti affetti da malattie polmonari interstiziali, tra cui sarcoidosi e fibrosi polmonare idiopatica.
L’obiettivo dello studio è approfondire i meccanismi alla base di queste patologie rare e individuare nuovi bersagli molecolari per future terapie personalizzate, in un ambito in cui molti pazienti risultano ancora “orfani” di cure specifiche.
Durante la presentazione il rettore dell’Università di Siena Roberto Di Pietra ha sottolineato il valore del contributo dei cittadini attraverso il 5×1000. “È un’opportunità che abbiamo quando predisponiamo la dichiarazione dei redditi – ha spiegato –. C’è la possibilità di scegliere di destinare il 5×1000 ad attività legate alla ricerca che facciamo nell’Università di Siena. Quest’anno abbiamo voluto mostrare concretamente l’utilizzo di questi fondi per la ricerca sulle malattie rare in ambito pneumologico”.
Di Pietra ha evidenziato anche il ruolo di Siena come punto di riferimento nazionale per queste patologie: “Qui arrivano pazienti che non troverebbero altra soluzione se non nel nostro centro. Siamo orgogliosi di rappresentare quello che facciamo grazie al 5×1000 raccolto ogni anno. Chi sceglie di sostenerci sappia che utilizziamo queste risorse per tutelare il bene primario della salute”.
La professoressa Bargagli ha ringraziato i contribuenti che hanno scelto di sostenere l’ateneo senese. “Le malattie rare dell’apparato respiratorio colpiscono spesso persone giovani e hanno un impatto molto importante sulla qualità della vita – ha spiegato –. Per questo la sensibilità dell’Università nel finanziare progetti di ricerca in questo ambito rappresenta per noi un simbolo di vicinanza fondamentale”.
Sul fronte scientifico, la ricerca utilizzerà tecniche avanzate di biologia cellulare, tra cui cito-fluorimetria multiparametrica spettrale e live-cell imaging. I primi dati raccolti hanno già evidenziato alterazioni nei meccanismi coinvolti nello sviluppo della fibrosi polmonare, aprendo la strada a nuove strategie terapeutiche di precisione.
Il professor Cameli ha ricordato come il centro senese sia da anni coordinatore regionale per le malattie interstiziali polmonari e faccia parte della rete europea ERN-LUNG, che riunisce i centri di eccellenza continentali dedicati alle malattie respiratorie rare. “Il nostro obiettivo – ha spiegato – è portare la ricerca dal laboratorio alla pratica clinica, migliorando la diagnosi precoce e individuando nuovi target terapeutici per aumentare aspettativa e qualità di vita dei pazienti”.
Anche la ricercatrice Laura Bergantini ha evidenziato il valore innovativo del progetto: “Lavoreremo alla messa a punto di una piattaforma altamente tecnologica e di un modello in vitro innovativo che ci consentirà di studiare la risposta dei pazienti ai trattamenti e valutare nuove molecole, con approcci sempre più personalizzati”.
Per destinare il 5×1000 all’Università di Siena è possibile firmare nel riquadro “Finanziamento della ricerca scientifica e dell’università” della dichiarazione dei redditi inserendo il codice fiscale 80002070524. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito dell’ateneo Università di Siena.