C’è un luogo, alle porte di Siena, in cui per una sera il tempo ha cambiato ritmo. A Villa Volte Alte, tra affreschi, geometrie rinascimentali e campagna senese, la personale di Alberto Inglesi, “Custodi della Luce – Arcangeli”, ha inaugurato un nuovo corso per uno degli spazi storici più affascinanti del territorio, registrando una partecipazione attenta e partecipe.
L’impressione condivisa, tra gli ospiti, era quella di trovarsi dentro un contesto raro: non la semplice apertura di una mostra, ma l’inizio di un dialogo convincente tra patrimonio storico e ricerca contemporanea. Le sculture di Inglesi si sono inserite negli ambienti della villa e nel parco con una naturalezza sorprendente, come se quello spazio le aspettasse da tempo.

All’esterno, sul prato davanti alla dimora, si impongono le grandi figure degli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, affiancate da Talassa, presenza diversa e complementare, legata all’immaginario del mare e delle origini. È proprio in questa relazione tra opere, paesaggio e architettura che la mostra trova uno dei suoi punti più forti. Gli arcangeli alzano la visione verso l’alto, danno verticalità allo spazio; Talassa introduce invece un’energia più terrena, fluida, profonda. Ne nasce un equilibrio visivo e simbolico che ha colpito critica e pubblico.
Anche negli interni il percorso mantiene intensità e misura. Le opere di dimensioni più raccolte non perdono forza, anzi rafforzano il carattere meditativo dell’esposizione e accompagnano il visitatore in un’esperienza fatta di materia, luce e silenzio. La villa, con la sua identità rinascimentale e il forte rapporto con il paesaggio, non resta sullo sfondo: partecipa pienamente alla lettura delle opere.

Alla presentazione sono intervenuti Gianni Resti (“Un evento ed una serata unica, in un luogo perfetto con questa meravigliosa villa rinascimentale che fa da co-protagonista della mostra”) e il critico d’arte David Tammaro, che hanno sottolineato la capacità di Inglesi di costruire una scultura insieme solida e spirituale, capace di evocare protezione, tensione interiore e senso del sacro senza mai cedere all’enfasi.
La mostra, visitabile per tutta l’estate, segna così un passaggio importante anche per Villa Volte Alte, restituita alla città con una nuova vocazione culturale. Non solo una sede di pregio, ma un luogo che può tornare a produrre visioni, incontri e qualità. E l’esordio con Alberto Inglesi, per intensità e risposta del pubblico, sembra già una dichiarazione d’intenti.
