"A ciascuno il suo", la prescrizione sociale come strumento di welfare culturale e di comunità

Un modello che mette in relazione i bisogni delle persone con le risorse culturali, sociali, sportive e associative presenti nella comunità

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Si è svolto ieri nella sede operativa della Misericordia di Siena, l’incontro “A ciascuno il suo – La prescrizione sociale come strumento di welfare culturale e di comunità”, dedicato a uno dei temi più innovativi nel rapporto tra salute, territorio e comunità.

L’appuntamento ha riunito rappresentanti del mondo della ricerca, delle istituzioni, del terzo settore e del welfare culturale per fare il punto sulle esperienze già avviate e sulle prospettive di sviluppo della prescrizione sociale in Toscana.

Siena si conferma così tra i territori toscani che stanno muovendo i primi passi nell’applicazione concreta della prescrizione sociale, un modello che mette in relazione i bisogni delle persone con le risorse culturali, sociali, sportive e associative presenti nella comunità.

Un confronto che arriva in una fase particolarmente significativa: la prescrizione sociale sta acquisendo uno spazio crescente anche nel percorso istituzionale regionale e le nuove linee di indirizzo della Toscana riconoscono il ruolo del Link Worker, figura chiamata a mettere in collegamento le persone con le opportunità non sanitarie disponibili sul territorio.

L’incontro, moderato da Giuseppe Gugliotti, Presidente della Società della Salute di Siena, si è aperto con i saluti istituzionali di Paolo Almi, Provveditore della Misericordia di Siena.
Ad introdurre la riflessione sui contenuti è stata quindi Isabel Farina del Politecnico di Milano, formatrice del progetto, che ha ricostruito i principali elementi della prescrizione sociale partendo da oltre cinque anni di attività di ricerca condotta tra Italia e Regno Unito.

«La prescrizione sociale sta ricevendo un’attenzione crescente a livello internazionale perché introduce un modo diverso di guardare al benessere delle persone – ha sottolineato Farina –. La sfida è preservarne gli elementi virtuosi e costruire modelli capaci di mettere davvero in relazione la persona con le risorse della comunità, mantenendo al centro i suoi bisogni e il suo percorso».
Sul quadro regionale è intervenuto Carlo Andorlini, Università degli Studi di Firenze e ANCI Toscana, che ha illustrato lo stato di avanzamento della prescrizione sociale in Toscana, sia sul piano operativo sia sotto il profilo istituzionale.

«Quello toscano è un percorso in pieno movimento – ha spiegato Andorlini – che mostra una crescente maturità dei territori e che oggi trova un punto di riferimento importante negli indirizzi regionali. La funzione del Link Worker assume in questo scenario un ruolo centrale, perché rappresenta l’elemento di connessione tra i bisogni delle persone e le risorse presenti nelle comunità».
Proprio Siena rappresenta uno dei territori in cui questo passaggio sta iniziando a tradursi in operatività concreta.

Il progetto “A ciascuno il suo”, sviluppato dalla Misericordia di Siena nell’ambito del bando “Vie d’uscita culturali” di Fondazione Monte dei Paschi di Siena, nasce infatti con un duplice obiettivo: diffondere la conoscenza della prescrizione sociale e coinvolgere nuovi volontari in questo modello di welfare.La Misericordia parte dall’esperienza già consolidata del proprio Centro di Ascolto, che negli anni è diventato un punto di riferimento capace di intercettare anche bisogni difficilmente visibili al sistema sanitario. Alcuni dei volontari hanno completato uno specifico percorso di formazione diventando Link Worker e sono ora pronti a entrare nella fase operativa del progetto.

«Con “A ciascuno il suo” abbiamo voluto trasformare un’esperienza già radicata nel territorio in qualcosa di nuovo – ha spiegato Maura Cambiaggi, volontaria e coordinatrice del progetto –. I nostri Link Worker hanno appena concluso la formazione e adesso comincia il lavoro sul campo. Il primo passo sarà mappare le associazioni disponibili ad accogliere i beneficiari della prescrizione sociale, così da poter orientare ogni persona verso la risposta più equa e appropriata: appunto, a ciascuno il suo».

«Le nuove linee di indirizzo regionali – ha aggiunto Cambiaggi – confermano che la direzione intrapresa è quella giusta. Il progetto non si conclude con questo incontro: continuerà a evolversi e ci auguriamo possa anche avvicinare nuovi volontari interessati a percorsi formativi innovativi e a nuove forme di servizio alla comunità».
A offrire un ulteriore punto di vista è stata Paola Bulletti di Fondazione Monte dei Paschi di Siena, che ha presentato l’esperienza del Community Hub Culture Ibride, nato nel 2018 come laboratorio permanente di progettazione partecipata, innovazione sociale e welfare culturale.

«Il ruolo della Fondazione non si esaurisce nel sostegno economico – ha evidenziato Bulletti – ma consiste anche nel creare relazioni, accompagnare le organizzazioni, favorire il confronto tra soggetti diversi e costruire condizioni perché le progettualità possano diventare durature. Welfare culturale e prescrizione sociale possono crescere realmente quando diventano patrimonio di una rete territoriale e non rimangono esperienze isolate».

Un processo che punta a superare la logica del singolo progetto: attraverso la collaborazione tra ambito sanitario, sociale, culturale e creativo, l’obiettivo è infatti rendere gli interventi progressivamente più integrati, sostenibili e strutturati all’interno delle politiche territoriali di benessere.
L’esperienza presentata a Siena rappresenta così uno dei primi laboratori territoriali toscani in cui la prescrizione sociale entra concretamente nella fase operativa, attraverso la formazione dei Link Worker, la costruzione della rete con le associazioni e l’individuazione di percorsi personalizzati per le persone.

Una sperimentazione che parte da un principio condiviso emerso durante l’incontro: la salute non dipende soltanto dalle cure sanitarie, ma anche dalla qualità delle relazioni, dalla possibilità di partecipare alla vita della comunità, dall’accesso alla cultura, allo sport e alle occasioni di socialità.
Ed è proprio nel mettere in relazione queste risorse con le persone che ne hanno più bisogno che la prescrizione sociale può diventare uno degli strumenti attraverso cui costruire un welfare sempre più vicino ai territori e alle comunità.



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