“Prima le garanzie per Siena, poi gli eventuali vantaggi dell’operazione”. È questa la posizione di Gianluca Marzucchi e Adriano Tortorelli, consiglieri comunali rispettivamente dei gruppi Polis e Progetto Siena, dopo l’annuncio del presidente della Fondazione Mps Riccardo Coppini di voler proporre alla Deputazione Amministratrice una valutazione positiva dell’Opas di Intesa Sanpaolo su Banca Monte dei Paschi di Siena e la conseguente adesione all’offerta.
“Come un fulmine a ciel sereno. O quasi”, esordiscono i due consiglieri, che precisano di non voler entrare nel merito della legittimità delle scelte della Fondazione né stabilire chi debba prevalere nella partita finanziaria. “La questione che interessa Siena è un’altra: quali garanzie concrete accompagnano questa scelta per i lavoratori, per la città e per il territorio?”.
Marzucchi e Tortorelli chiedono che vengano resi pubblici gli eventuali impegni ottenuti a tutela del legame tra la banca e Siena. “Sarebbe opportuno capire se siamo di fronte a rassicurazioni o dichiarazioni di intenti oppure a impegni precisi, formalizzati e verificabili sul mantenimento del legame con Siena, sulla tutela dell’occupazione e sul ruolo che il territorio potrà continuare ad avere”.
Un altro interrogativo riguarda le valutazioni economiche alla base dell’orientamento di Coppini. “È quindi legittimo chiedere anche quale vantaggio economico e patrimoniale tali analisi abbiano individuato per la Fondazione nell’adesione all’Opas rispetto alle possibili alternative”. Un elemento importante, sottolineano, che tuttavia non può rappresentare l’unico criterio di giudizio.
La Fondazione, ricordano i consiglieri, detiene oggi lo 0,2% del capitale di Mps, ma “il suo peso storico, istituzionale e politico per Siena è evidentemente molto più grande di quella percentuale”.
Con l’assemblea degli azionisti della banca convocata per il 29 ottobre, Marzucchi e Tortorelli sollecitano un intervento delle istituzioni e degli enti nominanti. “Se garanzie concrete non ci sono ancora, allora questo è precisamente il momento in cui le istituzioni e gli enti nominanti devono far sentire la propria voce”, affermano, ricordando che mancano ancora le conclusioni dell’Antitrust e quelle del Governo sulle prescrizioni all’Opas.
Infine, il richiamo alla responsabilità verso il territorio: “La partita finanziaria la giocano ovviamente gli azionisti, ma la FMPS pur avendo una (ormai piccola) partecipazione, non è certamente un azionista qualsiasi. La nostra partita deve essere un’altra: difendere gli interessi di Siena. Ed è una partita che, fino all’ultimo momento utile, abbiamo il dovere di giocare”.