Un’ondata di reazioni politiche e istituzionali, critiche trasversali e richieste di chiarimenti che arrivano fino all’ipotesi di dimissioni del presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. La scelta di Riccardo Coppini di proporre alla Deputazione Amministratrice l’adesione all’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Banca Mps provoca una raffica di reazioni a Siena.
La proposta, che sarà esaminata dalla Deputazione Amministratrice il prossimo 23 ottobre, ha suscitato prese di posizione da parte delle istituzioni, delle forze politiche e delle associazioni cittadine. Ad accomunare sensibilità anche molto distanti è la preoccupazione per il futuro della banca e per il mantenimento del suo legame con Siena. C’è però anche chi mette direttamente in discussione il ruolo di Coppini e il rapporto tra gli organi della Fondazione e gli enti nominanti.
Al centro del confronto restano la permanenza della direzione generale a Siena, la tutela dell’occupazione, il mantenimento del marchio, delle funzioni strategiche e del radicamento territoriale. E soprattutto una domanda che attraversa quasi tutte le dichiarazioni: quali garanzie concrete per Siena accompagnano la proposta di adesione all’offerta di Intesa?
Fabio e Carletti: “L’autonomia della Fondazione non diventi isolamento”
A intervenire per prime sul piano istituzionale sono la sindaca di Siena Nicoletta Fabio e la presidente della Provincia Agnese Carletti, che in una dichiarazione congiunta chiedono al presidente Coppini di chiarire le ragioni della possibile adesione all’offerta. (QUI LE DICHIARAZIONI).
Sinistra Italiana–AVS: “Una resa incondizionata senza garanzie per Siena”
Molto più dura la posizione di Sinistra Italiana Siena – Alleanza Verdi e Sinistra, che richiama il mandato espresso dalla città e dalle sue istituzioni a difesa dell’integrità della banca, delle sedi, delle funzioni e dei posti di lavoro qualificati. “La città di Siena, con le sue istituzioni e nell’unità delle forze sociali e politiche, aveva dato un mandato chiaro ai propri rappresentanti: difendere l’integrità della banca, le sedi, le funzioni e i posti di lavoro qualificati – afferma Sinistra Italiana Siena – Alleanza Verdi e Sinistra, che punta il dito anche contro il Governo-. L’unico realmente efficace era il Golden Power, in mano al MEF. Dal governo nessun sostegno, solo posizioni neutrali che nei fatti hanno favorito l’esito attuale”.
Dura la valutazione sulla posizione della Fondazione Mps: “L’adesione della Fondazione Mps all’Opas di Intesa, con lo 0,2% del capitale, è ininfluente sui numeri ma ha un forte valore simbolico: in assenza di garanzie e di un ruolo nella governance accanto alle altre fondazioni azioniste di Intesa, è una resa incondizionata”.
Da qui la richiesta di un confronto immediato con il presidente Riccardo Coppini. “Chiediamo al presidente Coppini la massima trasparenza e la disponibilità a un confronto aperto con la città. Nessuno vuole addossargli responsabilità che non ha, ma spiegare perché si ammaina il proprio vessillo è un dovere per chi porta nel nome il Monte dei Paschi di Siena”. Infine l’appello a chiarire, prima della riunione del 23 ottobre, quali garanzie la Fondazione intenda ottenere: “Prima del 23 ottobre dica che cosa chiederà a Intesa su funzioni a Siena, occupazione, marchio e ruolo dell’ente, e quali impegni scritti intende ottenere”.
Futuro Nazionale, Guerrini: “Uno strappo che nessuna giustificazione può ricucire”
Una critica altrettanto netta arriva da Michela Guerrini, referente provinciale di Futuro Nazionale per Siena, che contesta soprattutto il metodo seguito dal presidente della Fondazione. “Si è consumato uno strappo, e nessuna giustificazione potrà ricucirlo”, afferma Guerrini, sottolineando il mancato confronto con le istituzioni: “Prima dell’annuncio non c’è stato alcun confronto con loro né con la città: c’è stato silenzio, poi una decisione presentata a cose fatte”.
La referente provinciale solleva anche interrogativi sul sistema delle nomine: “Le designazioni locali sono state accompagnate da equilibri e appartenenze ben riconoscibili: sarebbe ora di dimostrare che servivano alla città e non ad altro”. Futuro Nazionale chiede quindi chiarimenti pubblici prima del 23 ottobre sulle garanzie ottenute per Siena. “Un ente può cambiare posizione, ma non può farlo voltando le spalle a chi lo ha costituito”, conclude Guerrini. “Siena non ha bisogno di un azionista qualunque. Aveva una Fondazione, e merita che torni a comportarsi come tale”.
PD, Radici per il futuro: “Il territorio tradisce la sua storica banca”
Dall’area politica Radici per il futuro, interna alla Direzione provinciale del Partito Democratico senese, arrivano critiche sia al Governo sia alla Fondazione. “La presunta neutralità del Governo somiglia molto ad un disimpegno verso Mps”, sostiene il gruppo, denunciando la mancata attivazione del Golden Power e l’assenza di prescrizioni a tutela dell’integrità della banca.
“Sconcerta, inoltre, l’ipotesi che la Fondazione Mps possa aderire all’offerta di Intesa, in palese distonia con gli Enti Nominanti”, afferma l’area politica, che invita il tavolo istituzionale di Siena e della Toscana a riprendere con forza l’iniziativa nei confronti del Governo.
Radici per il futuro chiede inoltre di chiarire se gli enti nominanti abbiano impartito atti di indirizzo ai propri rappresentanti nella Fondazione. In caso contrario, “tali deputati, a cominciare dal Presidente, bisogna che ne traggano le conseguenze. Tertium non datur”.
PSI Siena: “Basta silenzi, politica e istituzioni chiariscano”
Anche il Partito Socialista Italiano di Siena interviene sulla vicenda: “Il passaggio storico ed epocale che stanno attraversando la banca e la città meritano chiarezza e trasparenza». I socialisti contestano il progetto di Intesa, che “mira a dividere l’istituto di credito senese, depredandone il patrimonio”, e attaccano il Governo e la maggioranza comunale di centrodestra, che «non possono fare finta di nulla e voltarsi dall’altra parte”.
Il PSI ribadisce la fiducia nell’amministratore delegato Luigi Lovaglio ed esprime sorpresa per la posizione della Fondazione, che “sostiene un’operazione che di fatto smembra la Banca stessa, senza avere chiare garanzie per il territorio che rappresenta”. Chiede quindi a Comune, Provincia e Regione se fossero a conoscenza della decisione, ricordando le mozioni approvate a tutela di Mps e il confronto con il ministro Giorgetti. “Oggi tutto questo sembra non avere prodotto alcun effetto concreto», concludono i socialisti, chiedendo alla politica di esprimersi «in modo chiaro e senza infingimenti”.
Patto per il Nord: “Coppini valuti seriamente le dimissioni”
Patto per il Nord Siena contesta duramente la posizione del presidente della Fondazione Riccardo Coppini, giudicandola “grave e incomprensibile” e in contrasto con gli orientamenti delle istituzioni locali. “A chi risponde il presidente della Fondazione Monte dei Paschi? E, soprattutto, quali interessi intende tutelare?”, chiede il movimento, sottolineando che “autonomia non può significare autoreferenzialità, né tantomeno indifferenza rispetto alle posizioni e alle preoccupazioni delle istituzioni che rappresentano democraticamente il territorio”.
Patto per il Nord chiede garanzie concrete su marchio, direzione generale, occupazione e strutture strategiche, invitando Comune, Provincia e Regione a pretendere chiarimenti. Poi la richiesta più esplicita: “Sarebbe opportuno che lo stesso Coppini traesse le conseguenze politiche e istituzionali della propria posizione, valutando seriamente l’opportunità di rassegnare le dimissioni”. E avverte: “Sarebbe imperdonabile ripetere gli stessi errori, sacrificando ancora una volta il futuro di Siena sull’altare di scelte finanziarie sulle quali il territorio rischia di non avere alcuna voce in capitolo”.
Pietraserena–Buongoverno Mps: “Una scelta opportunistica. La Fondazione tolga il nome Mps”
Anche l’associazione Pietraserena – Buongoverno Mps esprime “stupore” per la proposta di Coppini, ricordando come la Fondazione sia passata da una partecipazione di circa il 63% a una quota ormai marginale, a causa, secondo l’associazione, di “anni di gestioni censurabili se non incompetenti, sempre sostenute da distorte logiche partitiche trasversali”.
“Ci aspettavamo un atteggiamento più neutro, se non un sostegno alla linea Lovaglio”, afferma Pietraserena, che giudica la decisione “errata nei tempi e nella sostanza, ma soprattutto nella forma, apparendo opportunistica” e invita gli enti nominanti a far rivedere la proposta.
“Per noi appare importante il fattore economico ma appare altrettanto importante la dignità e l’orgoglio di una Città, troppo mortificata negli ultimi venti anni da partiti, governi e speculatori”, sottolinea l’associazione. Infine la richiesta: “Comunque vada pensiamo che la Fondazione MPS dovrà rimuovere il logo MPS”, riprendendo una proposta già avanzata in passato e respinta in Consiglio comunale.