A San Quirico d’Orcia, taglio del nastro per la 55° edizione di Forme nel Verde nel pomeriggio

Kermesse promossa e organizzata dal Comune di San Quirico d’Orcia con la Direzione Artistica di Carlo Pizzichini con al centro la visione di Gianfranco Meggiato

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Apre a San Quirico d’Orcia oggi, 25 luglio, alle 18 la 55° edizione di Forme nel Verde, la prima e più antica rassegna di arte ambientale d’Italia, creata da Mario Guidotti nel 1971.

L’attuale edizione, promossa e organizzata dal Comune di San Quirico d’Orcia con la Direzione Artistica di Carlo Pizzichini è rivolta alla visione di Gianfranco Meggiato, alla sua capacità di inserire l’uomo al centro, di comprenderne la complessità del pensiero e la forza nel tracciare il futuro; a Emilio Giannelli, storica firma del Corriere della Sera, alle sue inedite “belle statuine” fulminanti come le sue vignette e che celebrano i novant’anni del principe della satira; al potere creativo dei giovani allievi delle Accademie di Belle Arti d’Italia che partecipano a Forme nel Verde e che a tutti gli effetti rappresentano il futuro dell’arte.

E proprio in relazione alla valorizzazione dei giovani e al futuro dell’arte, quest’anno l’iniziativa si avvale del prestigioso sostegno di Stefania Ranzato, Fondatrice di DEAS Cyber, industria leader italiana nella cybersicurezza che investe nelle nuove sfide con un approccio umanocentrico.

Guidano Forme nel Verde 2026 le sculture monumentali di Gianfranco Meggiato con IN ITINERE. L’Uomo Quantico in cammino. Un viaggio interiore lungo la via Francigena. La mostra è accompagnata da un contributo critico di Domenico Piraina, Direttore Cultura del Comune di Milano e di Palazzo Reale, ed è in collaborazione con Oblong Contemporary Art Gallery. La rassegna si apre nei magnifici e cinquecenteschi Horti Leonini per proseguire nel centro storico, nel Palazzo Chigi Zondadari, dove è esposto in anteprima internazionale un corpus di trenta disegni inediti, e prosegue in uno dei luoghi più belli di tutta la Val d’Orcia: i famosi “cipressini” in cerchio immersi nel paesaggio che è Patrimonio Unesco, meta di turisti di tutto il mondo, e dove sarà installata al centro l’opera Germinazione, una scultura monumentale di sei metri d’altezza.

Il titolo della mostra e le opere di Meggiato accompagnano un importante anniversario: i 1.150 anni di esistenza della Via Francigena che si celebrano quest’anno e segnano l’incontro tra la millenaria via Francigena, che con i suoi tremila chilometri collega Canterbury a Roma attraverso cinque stati europei, e le visioni della fisica quantistica, che nel Novecento hanno trasformato radicalmente il modo di comprendere la realtà, la materia, il tempo e la coscienza.

Nel paesaggio sospeso di San Quirico d’Orcia, luogo di passaggio e contemplazione più che millenario, il cammino si trasforma in una domanda aperta: che cosa stiamo realmente cercando, mentre ci muoviamo verso una meta? Nel tempo antico del pellegrinaggio, e anche oggi, l’uomo attraversa paesaggi, villaggi, silenzi e stagioni per raggiungere una meta sacra. Ma ogni vero cammino custodisce un’altra direzione, invisibile e più profonda: quella verso sé stessi. Il cammino esteriore è il riflesso di un percorso di trasformazione della nostra coscienza. La meta non è Roma e non è una destinazione fisica: è la comprensione di sé e della propria relazione con il tutto.

Come l’osservatore non è esterno al fenomeno ma parte integrante di esso. Allo stesso modo il pellegrino non attraversa soltanto il paesaggio: anche il paesaggio attraversa la sua mente e il suo corpo. Ogni passo modifica lo sguardo, ogni distanza diventa esperienza interiore, ogni incontro è una trasformazione.

L’Uomo Quantico è, allora, una figura simbolica del nostro tempo: un essere umano che, nel mezzo della complessità contemporanea, torna a interrogarsi sulla propria presenza nel mondo. Nel mondo quantico nulla appare separato: ogni particella esiste come relazione, possibilità, vibrazione. E un uomo che comprende come la conoscenza non sia soltanto accumulo di informazioni, ma esperienza viva, coscienza, ascolto. Attraverso le opere, le immagini, i suoni e le visioni, la mostra invita il visitatore a percorrere un itinerario che unisce scienza e spiritualità, percezione e memoria, realtà visibile e invisibile. La Via Francigena diventa metafora di un attraversamento universale: il viaggio dell’uomo dentro la propria coscienza.

È un dialogo tra arte, cammino e coscienza, dove il viaggio dell’uomo attraverso il mondo rivela, ancora una volta, che ogni autentico pellegrinaggio è un viaggio interiore, spirituale.

San Quirico d’Orcia e la Val d’Orcia, Patrimonio Unesco, accolgono il percorso espositivo di Meggiato partendo dagli Horti Leonini dove sono esposte diciotto sculture: Verso la Libertà, Frequenze Auree, Concetti di Sincronicità Spaziale, Lo Specchio dell’Assoluto, Fumetti in cerca d’Autore, Sfera Sirio, Scorpius, Sfera Cuore, Sfera Acquarius, Disco Cabala, Sfera Atman, Cono Energia, La leggerezza dell’essere, Dancing in the Dark, Venere, Sfera Quantica, Respiro Quantico; nel centro storico sono installate Attimo Fuggente, in piazza Libertà, Doppio Totem in via Dante e Uomo Quantico davanti all’antica Collegiata, chiesa romanica risalente al ‘200 e monumento simbolo di San Quirico. Al centro del cerchio dei Cipressini è installata l’opera Germinazione, una scultura monumentale di sei metri d’altezza, un germe d’arte che celebra la bellezza assoluta della Val d’Orcia in uno dei luoghi simbolo del territorio e tra i più fotografati al mondo, che si trova su una collinetta lungo la via Cassia in località “I Triboli”.

Dal 1971 tempo Forme nel Verde è un invito all’arte, alla bellezza, all’unicità di questo straordinario territorio dalla bellezza mozzafiato, qui si inseriscono in perfetta armonia le sculture di Gianfranco Meggiato, protagonista di questa cinquantacinquesima edizione. Le opere in esposizione rispecchiano pienamente il carattere dell’iniziativa: prima rassegna in Italia di arte ambientale, nata per celebrare le forme nel verde, dunque per unire l’arte alla natura.

Le opere di Meggiato qui presentate sono render in scala perfetta. Le immagini delle opere in situ saranno rilasciate dopo il 20 di luglio ad installazione ultimata.

Emilio Giannelli

ALLE BELLE STATUINE

Palazzo Chigi Zondadari

Forme nel Verde 2026 celebra in occasione dei suoi novant’anni Emilio Giannelli con una mostra inedita.
Conosciuto da milioni di lettori come il grande vignettista di satira politica che ogni giorno, con un tratto essenziale e penetrante, commenta l’attualità sulla prima pagina del Corriere della Sera. Il suo disegno è diventato negli anni uno degli sguardi più acuti e ironici sulla politica italiana e internazionale. Le sue caricature sono capaci di cogliere, in pochi segni, ciò che spesso sfugge a lunghe analisi: il gesto, il difetto, l’espressione rivelatrice del potere. Meno noto, e proprio per questo sorprendente, è un altro versante della sua attività creativa: la modellazione di piccole sculture in terracotta. In queste figurine buffe e caricaturali, ritratti deformati e ironici di personaggi famosi e non, Giannelli trasferisce lo stesso spirito satirico delle sue vignette. È come se le figure nate sul foglio uscissero improvvisamente dalla carta per occupare lo spazio. Nella sua casa e nel suo studio, cui la mostra è un ingresso privilegiato, si trovano, tra gli scaffali dei libri, sui davanzali delle finestre, su tavoli e mobili, una serie di uomini politici in posa, con i caratteri accentuati del volto, un folto panorama di figure ecclesiastiche, personaggi presi dalla strada: signore incipriate, pazze vagabonde o assopiti fannulloni, un vero popolo che abita con lui e che gli fa compagnia mentre lavora ai suoi disegni. La garbata ironia che si trova nelle vignette è fissata nell’argilla con un realismo ancor più diretto. La sua straordinaria capacità di plasmare la terra, scavando i volti e modellando i particolari, fa intendere con quale passione Giannelli ha realizzato negli anni questa serie di figure. Le piccole sculture conservano la freschezza immediata del gesto caricaturale: nasi esagerati, bocche stirate, occhi sbarrati, atteggiamenti teatrali.

Nelle sale museali di Palazzo Chigi Zondadari di San Quirico d’Orcia è ordinata la mostra “Alle belle statuine”. Il titolo evoca il celebre gioco infantile in cui, al comando improvviso, ci si immobilizza in una posa; dall’altra allude al mondo dei potenti e dei personaggi pubblici che spesso, sotto lo sguardo della satira, finiscono per diventare proprio questo: statuine, piccoli idoli un po’ ridicoli. Attraverso queste terrecotte lo sguardo di Giannelli è uguale a sé stesso: libero, pungente, implacabile.

YOUNG2026

Scultura a Palazzo

Palazzo Chigi Zondadari

Il grande racconto di Forme nel Verde trova ogni anno nuova linfa nella forza espressiva dei giovani artisti delle Accademie di Belle Arti italiane.
YOUNG 2026 apre una finestra sul futuro della scultura mondiale, si espande e contamina il Palazzo Chigi Zondadari con un’energia senza precedenti e si configura come osservatorio necessario e sguardo indispensabile dedicato alla nuova scultura italiana contemporanea. Il progetto riunisce infatti venti studenti provenienti da dieci Accademie Statali di Belle Arti italiane. L’Accademia di Belle Arti di Bologna con gli allievi del Professore Emanuele Giannetti, Rachele Buzzoni e Daniele Pini; l’Accademia di Belle Arti di Brera con gli allievi del Professore Maximo Pellegrinetti, Olga Bruno Bottini ed Erika Martinazzoli; l’Accademia di Belle Arti di Carrara con gli allievi del Professore Roberto Rocchi, Valeria Mascherpa e Sike Zheng; l’Accademia di Belle Arti di Catania con gli allievi del Professore Pierluigi Portale, Angela Barbagallo e Alizeè Fagone; l’Accademia di Belle Arti di Firenze con gli allievi del Professore Antonio De Marini, Marta Lazzaroni e Maddalena Lotti; l’Accademia di Belle Arti di Foggia con gli allievi dei Professori Enrico Iuliano e Pietro De Scisciolo, Tiziana D’Ambrosio e Aurora Scervini; l’Accademia di Belle Arti di Macerata con gli allievi del Professore Francesco Roviello, Anita Anastasova e Maria Alejandra Boni; l’Accademia di Belle Arti di Napoli con gli allievi della Professoressa Rosaria Iazzetta, Pietro Fidente e Vittorio Polverino; l’Accademia di Belle Arti di Perugia con gli allievi del Professore Nicola Renzi, Ilaria Pennoni e Paolo Romani; l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria con gli allievi del Professore Francesco Mazzotta, Gabriele Coppola ed Emanuel Morabito.

Orario delle mostre:

Horti Leonini, tutti i giorni dall’alba al tramonto (apertura e chiusura dei cancelli)

Palazzo Chigi Zondadari, tutti i giorni dalle 10:30 alle 18:00

Cipressini, h24

 

Sito internet: www.formenelverde.com

Informazioni: Comune di San Quirico d’Orcia +39 0577 8997 – mail [email protected]

 

Apre il 25 luglio 2026 a SAN QUIRICO D’ORCIA FORME NEL VERDE 2026 | Gianfranco…


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