Resta acceso il confronto politico sul finanziamento dei docenti universitari dell’area medica a Siena attraverso risorse del Servizio sanitario regionale. Dopo l’interrogazione del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Enrico Tucci, è arrivata in Aula la risposta dell’assessora alla sanità Monia Monni, che ha difeso la legittimità degli accordi e il modello di integrazione tra Università e Azienda ospedaliero-universitaria senese.
Secondo quanto illustrato in Consiglio regionale, i docenti finanziati dall’Aous sarebbero passati da 43 nel 2020 a 46 oggi, mentre le scuole di specializzazione attive a Siena sono 34 e coinvolgono circa 800 specializzandi.
La posizione del consigliere FdI, però, resta critica. Tucci contesta soprattutto l’impostazione della risposta ricevuta: “La risposta è stata una supercazzola, una serie di numeri per confondere le acque senza andare al nocciolo della questione. L’unica risposta seria è stata sulla legittimità di questi atti che vedono fondi sanitari regionali spostati sull’Università per 26 posti di professore universitario, un impegno di spesa di 30 milioni, 40 milioni nella proiezione a 15 anni, questo è stato legittimo ma mai abbiamo messo in discussione la legittimità”.
Il punto centrale, per il consigliere, è un altro: l’opportunità dell’operazione in relazione alle condizioni della sanità regionale.
“Non è questo il problema. Il punto è se sia opportuno spostare 30-40 milioni dal Fondo sanitario regionale all’Università in un momento in cui si parla di una sanità in grave sofferenza “, sottolinea Tucci, richiamando anche le difficoltà economiche del sistema sanitario.
Per il consigliere di Fratelli d’Italia è quindi necessario separare con chiarezza le fonti di finanziamento: “I fondi per l’Università devono stare su capitoli dedicati, quelli della sanità devono restare nell’assistenza sanitaria. È una questione di trasparenza e priorità, vedo grande non curanza nella maggioranza: nessuna consapevolezza quando abbiamo detto all’inizio della legislatura che i conti andavano messi in ordine perché poteva succedere di tutto”.
Tucci richiama anche il tema più generale delle risorse complessive del sistema sanitario regionale, parlando di un fabbisogno significativo nei prossimi anni e della necessità di evitare ulteriori squilibri.
Infine, un passaggio riguarda il ruolo della facoltà di Medicina e il rapporto tra didattica, ricerca e assistenza, che per il consigliere non modifica il nodo politico della questione: “L’assessore ci ha raccontato che senza i 46 posti finanziati dall’Azienda ospedaliera negli anni la facoltà di Medicina non avrebbe i requisiti per esistere, e questo è un altro tema, ma a maggior ragione quello che contesto è l’utilizzo di fondi della sanità per altro, perché se abbiamo un buco potenziale di 600 milioni non ci possiamo permettere di perdere niente”.
Il confronto tra Regione e opposizione resta quindi aperto, con il tema dell’integrazione tra sanità e università che continua a dividere il dibattito politico senese e regionale.