L’aumento delle tariffe del trasporto pubblico locale in Toscana accende lo scontro politico. Dopo l’annuncio della Regione sull’adeguamento dei prezzi di autobus e treni regionali – parzialmente calmierato grazie a uno stanziamento da 12 milioni di euro – dal centrodestra arrivano critiche dure alla gestione del dossier da parte della giunta guidata da Eugenio Giani.
A puntare il dito è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Enrico Tucci, che giudica “inaccettabile” l’aumento e contesta sia la posizione di Autolinee Toscane sia la linea seguita dalla Regione: “Risponderei come è intervenuto il neo sindaco di Prato, che è entrato a gamba tesa dicendo che questo aumento è inaccettabile e che i Comuni non lo digeriranno mai – afferma Tucci -. Autolinee Toscane è un ente molto simpatico: quando c’è bisogno, viene a chiedere risorse in Regione e dobbiamo dargli decine di milioni, acquistare bus elettrici e salvarlo dal punto di vista finanziario. Poi, quando si parla di aumenti, arriva perfino a minacciare azioni legali contro la Regione se il contratto non viene rispettato. Mi sembra francamente troppo”.
Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, il problema non riguarda soltanto l’incremento tariffario in sé, ma soprattutto le priorità di bilancio scelte dalla giunta regionale. Tucci ricorda infatti che, in occasione della variazione di bilancio del 31 marzo, risorse destinate al trasporto pubblico sarebbero state dirottate verso la sanità: “Non più tardi di un paio di mesi fa – sottolinea – sono stati tolti 25 milioni dal trasporto pubblico locale e spostati sulla sanità per coprire parte del disavanzo. Quei 25 milioni oggi avrebbero fatto comodo per contenere ulteriormente gli aumenti sugli abbonamenti di studenti e lavoratori”.
Da qui l’affondo politico contro il presidente Giani, accusato di affrontare il tema senza una visione di lungo periodo. Per Tucci, la questione del trasporto pubblico non può essere gestita con interventi tampone o con giustificazioni legate esclusivamente ai vincoli contrattuali: “È inutile che Giani dica: ‘Non c’ero io quando è stato firmato il contratto’. Va bene, ma quando è entrato in carica non lo ha contestato, anzi lo ha portato avanti e prorogato. Il tema del trasporto pubblico locale è spinoso e la giunta farebbe bene ad affrontarlo in maniera strategica”.
Pur ribadendo l’importanza di investire nella mobilità pubblica, Tucci mette in discussione la coerenza dell’azione regionale. “Certo che bisogna puntare sul trasporto pubblico locale – osserva – ma non in questo modo. La Toscana vive troppo alla giornata e manca una vera strategia di crescita. Con un deficit tendenziale della sanità che per il 2026 potrebbe avvicinarsi ai 600 milioni di euro, cosa succederà? Tutto il bilancio regionale sarà riversato sulla sanità e non resterà niente per gli altri settori?”
Un interrogativo che, al di là della polemica politica, riporta al centro una questione più ampia: come conciliare sostenibilità economica, qualità dei servizi e tutela dei cittadini in un contesto di risorse sempre più limitate.