Piano Faunistico Venatorio, AVS contro l'atto: "Così prevale l'interesse venatorio rispetto alla tutela della biodiversità"

Falchi, Fallani e Ghimenti fanno fronte comune: "Abbiamo portato la voce di quel mondo che per troppo tempo era rimasto fuori dall'aula"

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Alleanza Verdi e Sinistra esprime voto contrario sul nuovo Piano Faunistico Venatorio approvato oggi dal Consiglio Regionale della Toscana. La decisione emerge dopo un percorso di confronto e osservazioni che però non hanno prodotto modifiche sufficienti né all’approccio adottato nella passata legislatura né rispetto alla normativa nazionale, consegnando un atto squilibrato a favore dell’interesse venatorio, deludendo le attese dei Consiglieri AVS, del mondo ambientalista e dei tanti cittadini che chiedevano un radicale cambio di passo.

“Abbiamo preso atto che la sostanza del testo è rimasta purtroppo ancorata a una logica di difesa dell’attività venatoria – dichiarano i consiglieri regionali Lorenzo Falchi, Diletta Fallani e Massimiliano Ghimenti -. Sui temi decisivi della tutela faunistica si è rinunciato a introdurre modifiche e innovazioni che le associazioni e i cittadini chiedevano a gran voce. Il risultato è un regolamento dove purtroppo la tutela della biodiversità continua a rimanere subordinata alla gestione della caccia”.

“Il piano – continuano i consiglieri – recepisce alcune istanze avanzate da associazioni ambientaliste e da AVS, come l’inclusione dei piani nazionali di gestione per specie in sofferenza, o un generale richiamo al monitoraggio scientifico e al recupero degli habitat. Tali misure però risultano parziali e incomplete, anche perché si sono dovute inserire nel contesto del piano già adottato nel 2025. Le specie a rischio, ad esempio, non vengono escluse integralmente dal prelievo venatorio, né si stabilisce un sistema di controllo scientifico davvero indipendente e vincolante”.

A fronte di alcuni importanti ancorché limitati avanzamenti, l’impianto generale rigetta molte altre proposte qualificanti e le modifiche centrali avanzate dal gruppo AVS e dalle associazioni: nessun recepimento vincolante delle indicazioni ISPRA, conferma delle aperture anticipate e delle giornate aggiuntive e periodi di caccia più ampi.

Nonostante la richiesta di aumentare in modo significativo le superfici sottratte alla caccia — in linea con la richiesta del 30% di territorio protetto avanzata dalle associazioni come il WWF —, la ripartizione territoriale rimane sostanzialmente invariata. Viene poi respinta la progressiva eliminazione o drastica riduzione degli appostamenti fissi, viene mantenuta la caccia alla volpe in tana, potenzialmente anche durante il periodo riproduttivo, e si conferma il sistema dei richiami vivi, che dal nostro punto di vista rappresenta una scelta inaccettabile e priva di sensibilità etica e scientifica.

Viene inoltre respinta anche la proposta di un percorso certo e rapido verso il divieto totale di munizioni al piombo sul territorio regionale, limitandone l’interdizione alle sole zone umide.

Permane infine l’errore concettuale di fondo che affida la gestione del territorio ai ripopolamenti artificiali e al ruolo centrale dei cacciatori, mantenendo una logica di abbattimento sistematico per la gestione di ungulati e predatori.

Il nostro voto contrario — concludono Falchi, Fallani e Ghimenti — è conseguenza delle scelte operate nella scorsa legislatura sul piano faunistico venatorio adottato e che purtroppo non trovano nella proposta in approvazione un’adeguata correzione e rappresenta quindi un atto di responsabilità nei confronti dei valori e delle sensibilità verdi e di sinistra che animano AVS. Il nostro obiettivo è chiaramente quello di sostenere questa maggioranza regionale con l’impegno preciso di incidere e spostare decisioni e atti verso una gestione più ambientalista e di sinistra e così siamo intenzionati a svolgere il nostro compito, anche quando in disaccordo con il resto della maggioranza. Continueremo a sostenere dentro e fuori le istituzioni la necessità di promuovere un modello di governo del territorio che metta pienamente al centro la difesa della biodiversità, la transizione ecologica e i diritti degli animali”.



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