Piano Faunistico Venatorio, Pd e M5S rivendicano il via libera: “Scelta di responsabilità e nuovo equilibrio tra ambiente, agricoltura e fauna”

I dem parlano di equilibrio tra ambiente, agricoltura e gestione della fauna, mentre i pentastellati rivendicano di aver rafforzato le tutele per biodiversità ed ecosistemi

Aggiungi Radio Siena TV su

Fonti preferite
Piano Faunistico Venatorio, Pd e M5S rivendicano il via libera: “Scelta di responsabilità e nuovo equilibrio tra ambiente, agricoltura e fauna”

Aggiungi Radio Siena TV su

Fonti preferite

È il voto favorevole di Pd, Movimento 5 Stelle e Casa Riformista a consentire l’approvazione del nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale, uno dei provvedimenti più attesi della legislatura toscana. Un via libera che arriva nonostante il voto contrario di Alleanza Verdi e Sinistra e che i partiti della maggioranza rivendicano come il risultato di un lungo lavoro di confronto e mediazione.

Per il Partito Democratico il Piano rappresenta un punto di equilibrio tra esigenze diverse e spesso contrapposte. “Con l’approvazione del Piano Faunistico Venatorio la Toscana si dota di uno degli strumenti di pianificazione più importanti, complessi e attesi”, dichiarano il capogruppo regionale Simone Bezzini, la presidente della commissione Sviluppo economico Brenda Barnini e il presidente della commissione Territorio e Ambiente Gianni Lorenzetti.

Secondo gli esponenti dem, il testo approvato è il frutto di “un lungo lavoro e confronto tra istituzioni, uffici, associazioni e portatori di interesse” e rappresenta “un buon punto di equilibrio tra la tutela dell’ambiente e della biodiversità, la valorizzazione del settore agricolo e delle sue imprese, la gestione della fauna selvatica e lo svolgimento dell’attività venatoria”.

Per Pd il Piano guarda al futuro della gestione faunistica regionale affrontando questioni centrali come la tutela della piccola fauna selvatica, il miglioramento degli habitat naturali, il contenimento degli ungulati, la riduzione dei danni alle produzioni agricole e dell’incidentalità stradale causata dalla fauna. “È questa la sfida che il Piano affronta: promuovere una gestione equilibrata della fauna selvatica, capace di tenere insieme tutela della biodiversità e salvaguardia dell’agricoltura, dentro una visione complessiva di sostenibilità”, sottolineano Bezzini, Barnini e Lorenzetti, evidenziando anche il ruolo che il mondo venatorio dovrà continuare a svolgere in collaborazione con istituzioni e associazionismo.

Se il Pd insiste sul concetto di equilibrio, il Movimento 5 Stelle rivendica invece di aver inciso profondamente sull’impianto finale del Piano, spostandone l’asse verso una maggiore tutela ambientale. “È un punto di partenza, non un compromesso al ribasso – afferma la consigliera regionale Irene Galletti -. La Toscana apre una strada nuova, nella quale la gestione della fauna non parte più dall’idea dell’uomo come padrone e regolatore della natura, ma dalla tutela degli ecosistemi, della biodiversità e dell’equilibrio tra tutti gli esseri viventi”.

Per i pentastellati il lavoro svolto durante l’iter consiliare ha consentito di modificare l’impostazione originaria del Piano. “Da oggi il cacciatore non sarà più considerato come necessario regolatore della biodiversità e l’attività venatoria sarà a tutti gli effetti una concessione subordinata alla conservazione delle specie”, sostiene Galletti, che rivendica tra i risultati ottenuti il progressivo superamento delle munizioni al piombo, l’aumento delle aree protette, la riduzione delle immissioni di fauna da allevamento e norme più restrittive sugli appostamenti fissi.

Sulla stessa linea il capogruppo Luca Rossi Romanelli, che spiega il voto favorevole come una scelta politica precisa. “Abbiamo deciso di incidere assumendoci la responsabilità di governo”, afferma, ricordando come il Movimento abbia contribuito “in modo determinante” alla stesura finale del Piano attraverso il confronto con associazioni ambientaliste e animaliste. Per Rossi Romanelli il nuovo strumento consente di superare definitivamente la frammentazione dei vecchi piani provinciali e rappresenta una sintesi tra esigenze ambientali e agricole, con un ridimensionamento delle prerogative venatorie.

Pur con accenti diversi, Pd e M5S rivendicano dunque il risultato raggiunto e il ruolo avuto nella costruzione del Piano Faunistico Venatorio, approvato grazie ai voti della maggioranza regionale composta da democratici, pentastellati e Casa Riformista. Un voto che certifica la tenuta dell’asse di governo sul provvedimento e la volontà di portare avanti una pianificazione regionale che, secondo i promotori, punta a coniugare sostenibilità ambientale, tutela della biodiversità e salvaguardia del comparto agricolo.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



Articoli correlati