Azione Siena, il neo segretario Bozzi: "Cantieri veloci o il territorio rimarrà isolato"

Siena, infrastrutture e alleanze: il neo segretario provinciale di Azione Roberto Bozzi fa il punto su raddoppio ferroviario, strade e strategia del Terzo Polo

Aggiungi Radio Siena TV su

Fonti preferite

Aggiungi Radio Siena TV su

Fonti preferite

Roberto Bozzi, appena rieletto segretario provinciale di Azione a Siena, ospite stamani in diretta a “Buongiorno Siena“, traccia un bilancio del congresso e mette sul tavolo le priorità per la città e la provincia: dall’Europa come bussola politica alle opere che devono togliere Siena dall’isolamento, fino alla linea nazionale contro i populismi e a favore di un centro riformista capace di incidere.

Il congresso: partecipazione e contenuti

Per Bozzi, la riuscita dell’assise è stata anzitutto nella partecipazione degli iscritti e nella qualità del confronto, con la presenza del commissario toscano di Azione e deputato Giulio Sottanelli.

«Il bilancio è stato assolutamente positivo per la partecipazione e, soprattutto, per i temi trattati».

Europa come riferimento, dalle radici al futuro

L’ancoraggio europeista è un cardine identitario e programmatico, che per Bozzi resta decisivo anche in vista delle scelte di alleanza a ogni livello.

«L’Europa per noi è il punto di riferimento: è lo spazio politico, economico e sociale che ha messo fine alle grandi guerre del ’900 e che deve ancora fare passi avanti».

Infrastrutture, “il tema dei temi” per Siena

Bozzi indica una priorità netta: colmare il divario infrastrutturale con scelte condivise e cantieri che procedano davvero. Primo dossier, il raddoppio ferroviario Siena–Firenze, “in ritardo storico”, sul quale chiede di superare lo scaricabarile tra livelli di governo.

«Smettiamola con la tarantella delle responsabilità. Per il bene di Siena serve una sintesi: se c’è da fare una ferrovia non è una scelta divisiva».

Lo sguardo va anche a sud, verso Chiusi e Roma, e al nodo dell’alta velocità, che Azione colloca in Valdichiana nell’alveo dei progetti ferroviari già studiati. Sul fronte stradale, due le emergenze: i lavori senza fine sulla Siena–Firenze e il raddoppio della Siena–Grosseto, con particolare attenzione al tratto San Rocco–Iesa.

«Se vedi due, tre, quattro persone a lavorare… se siamo pochi il lavoro non compare, se siamo tanti il lavoro compare».

Sulle scadenze, prudenza: l’obiettivo 2027 per la Siena–Grosseto non lo convince del tutto. Più che gli annunci, per Bozzi serve metodo.

«Non basta dire le cose o trovare i soldi: bisogna seguirle. Il nostro metodo è pensare, progettare, programmare e poi mettere a terra i progetti».

Alleanze e linea nazionale: “stiamo con l’Italia, non con i poli”

Alla domanda sul presunto avvicinamento al governo, Bozzi respinge le etichette e rivendica un approccio per contenuti. Sostegno quando i provvedimenti corrispondono al programma di Azione (dall’Ucraina al nucleare), opposizione ai populismi a destra e a sinistra, e costruzione di un Terzo Polo riformista.

«Noi stiamo con i temi. Se una risoluzione sull’Ucraina o una legge sull’energia nucleare ci convince, la votiamo a prescindere. Siamo contro i populismi: non faremo alleanze né a destra né a sinistra».

Da qui l’appello ai moderati, democratici, liberali e riformisti di entrambe le coalizioni a uscire dal perimetro per contare davvero.

«Dentro i blocchi non inciderete. Si incide solo dando peso a un centro capace di scardinare i poli».

La chiusura è un manifesto politico e amministrativo insieme, che riassume il metodo invocato da Bozzi per Siena e per il Paese:

«La ferrovia non è di destra e di sinistra: c’è da farla, punto».



Articoli correlati