"Salari crollati e famiglie indebitate anche per la spesa": l’allarme sociale della Cgil di Siena

Alice D'Ercole analizza la crisi del ceto medio in Toscana e nell'area senese: "Le imprese fanno utili ma i salari reali calano dell'8%. E sulla contrazione dei prestiti pesano le incognite su Mps"

Aggiungi Radio Siena TV su

Fonti preferite

Aggiungi Radio Siena TV su

Fonti preferite

Alice D’Ercole, segretaria generale della CGIL Siena, ospite in diretta stamani a “Buongiorno Siena“, commenta i nuovi dati sull’indebitamento delle famiglie toscane e traccia un quadro sociale preoccupante tra salari reali in calo, crisi industriali e contrazione del credito.

Debito in crescita: “Il credito non serve più solo per l’auto, ma per la spesa”

Lucca, Massa-Carrara, Pistoia e Pisa entrano nella top ten nazionale per debito medio al consumo. Un segnale di un trend più ampio che riguarda l’intera regione.

“In Toscana quasi il 70% della popolazione si indebita: solo il 24% per i mutui, il resto sono prestiti personali o finalizzati. E sempre più spesso il credito serve per affrontare le spese quotidiane, non più solo gli acquisti importanti.”

Working poor e crisi industriali

Alla base della corsa al credito c’è un deterioramento delle condizioni del lavoro: aumentano i lavoratori poveri, spesso part-time involontari, mentre le crisi industriali pesano sull’occupazione e sugli ammortizzatori.

“Siamo i primi in Italia per incremento percentuale della cassa integrazione e in pochi mesi abbiamo perso oltre 1.500 posti. Così i lavoratori non riescono più a mantenere uno standard di vita dignitoso.”

Quando la capacità di credito si esaurisce, la frontiera diventa pericolosa.

“Il rischio è finire nelle mani dell’illegalità, nell’usura. Nel nostro territorio, al netto dei mutui, oltre 7.000 persone ricorrono a prestiti non ipotecari.”

La scomparsa del ceto medio

La fotografia sociale parla di polarizzazione della ricchezza e di redditi che non tengono il passo dell’inflazione. A pagarne il prezzo sono lavoratori e pensionati, anche per via del drenaggio fiscale, mentre arretrano i servizi essenziali.

“Il 50% della ricchezza è in mano al 5% della popolazione. In quattro anni i salari reali sono crollati di 8 punti. E con un fisco che drena e una sanità in affanno, il 15% rinuncia a curarsi.”

Il paradosso toscano è lo scarto tra utili e stipendi.

“In Toscana le imprese hanno fatto 28 miliardi di utili, hanno distribuito profitti, mentre i salari arretrano. C’è chi cresce e chi per vivere deve lavorare ma sta peggio.”

Siena e il nodo Mps

Sul versante dell’accesso al credito Siena regge un po’ meglio della media regionale. Ma le prospettive non rassicurano, a partire dalle incognite che gravano su Banca Mps e sull’ecosistema produttivo locale.

“Le nubi nere all’orizzonte ci preoccupano: una contrazione del credito fino a 8-10 punti percentuali, come stimato dalla Camera di Commercio, si abbatterebbe su lavoro e produzioni. Il sistema del credito sostiene investimenti e occupazione: se si restringe, paga il territorio.”

La mobilitazione del 20 novembre

Davanti a caro-vita, bollette e caduta del potere d’acquisto, la CGIL chiama alla mobilitazione nazionale.

“Il 20 novembre sarà sciopero generale in tutto il Paese: salari che tengano, servizi pubblici e un fisco giusto sono l’unica alternativa a una società costretta a vivere di debiti.”



Articoli correlati