Una mattinata di emozioni, memoria e appartenenza per celebrare il legame tra il “Sallustio Bandini” e i suoi ex studenti che, nel tempo, hanno lasciato un segno nel mondo della cultura, del giornalismo, dello sport, del volontariato e dell’insegnamento.
Sabato 16 maggio 2026, nell’Aula Magna dell’Istituto superiore senese, si è svolta la quarta edizione del “Bandini d’Oro”, la cerimonia dedicata alla consegna delle benemerenze agli ex bandiniani distintisi nei rispettivi ambiti professionali e umani.
A partire dalle ore 10, alla presenza delle autorità cittadine, della comunità scolastica e di numerosi ex studenti, sono stati conferiti i diplomi di benemerenza a otto personalità legate da un filo comune: l’essere cresciuti tra le aule del Bandini e aver poi portato nel proprio percorso i valori dell’istituto.
Per la sezione “Docenti al Bandini” il riconoscimento è andato a Roberta Travaglini e Antonio Pallini, figure che hanno contribuito alla crescita culturale e umana di generazioni di studenti.
Per la sezione “Cultura e Arte” premiati Irene Raspollini e Manfredi Lombardi, mentre il premio per il “Giornalismo” è stato assegnato ad Alessandro Lorenzini.
Nella sezione “Sport” il riconoscimento è andato a Marco Collini, mentre per “Sociale e Volontariato” è stata premiata Maria Assunta Meconi.
Il premio dedicato ai “Bandiniani per più generazioni” è stato invece conferito a Giuseppe, Daniele e Zeno Aprea, simbolo di una tradizione familiare profondamente intrecciata con la storia dell’istituto.
A rendere ancora più suggestiva la cerimonia è stato il concerto offerto dal Conservatorio “Rinaldo Franci” di Siena. Le allieve Silvia Corsi al flauto e Aurora Periccioli alla chitarra hanno eseguito brani di Béla Bartòk, Joaquín Rodrigo e Jacques Ibert, mentre il duo composto da Lorena Moretti al sassofono soprano e Niccolò Coverini alla chitarra ha proposto musiche di Astor Piazzolla.
A presentare la mattinata il dottor Juri Guerranti, in una cerimonia che ha saputo unire ricordi, gratitudine e senso di appartenenza, trasformando ancora una volta il Bandini non solo in una scuola, ma in una comunità capace di attraversare le generazioni.