Biotecnopolo, Pd Siena: "Silenzio assordante che inquieta. Pronti a scendere in piazza"

Una fase di stallo sulla realizzazione preoccupante per il Partito Democratico che chiede risposte sugli sviluppi e sui tempi del progetto

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Un alone di mistero avvolge il Biotecnopolo. Una fase di stallo sulla realizzazione preoccupante per il Partito Democratico che chiede risposte sugli sviluppi e sui tempi del progetto, ma anche sulla spesa delle risorse che già sono state stanziate e che al momento sono ferme. Negli ultimi giorni infatti è stata presentata una serie di interrogazioni a tutti i livelli istituzionali: da quella comunale rivolta alla Giunta Fabio, a quella in consiglio regionale con Anna Paris, fino a quella parlamentare richiesta dal senatore Silvio Franceschelli insieme a Dario Parrini, Ylenia Zambito e all’ex ministro della salute Beatrice Lorenzin.

“Siamo molto preoccupati – dice il senatore Silvio Franceschelli – perché c’è un silenzio assordante sullo sviluppo del Biotecnopolo, che si intreccia anche con delle voci strane che parlano di una difficoltà di sviluppo a livello territoriale, per cui vogliamo sollecitare il Governo affinché chiarisca”.

“Dieci giorni fa ho presentato un’interrogazione orale per avere subito risposta dalla giunta regionale – aggiunge la consigliera regionale del Pd Anna Paris -. Noi vogliamo sapere cosa si intende fare su ben 400 milioni che sono investiti su Siena”.

“Da tredici mesi non si hanno notizie – sottolinea il capogruppo Pd in consiglio comunale Giulia Mazzarelli -. Alla fine del 2022 erano stati fatti dei comunicati stampa che promettevano un avvio operativo del progetto ad inizio anno, adesso siamo ad ottobre e siamo ancora in una fase di stallo completo”.

Richieste urgenti a cui serve dare una risposta senza strumentalizzazioni e senza badare ai diversi colori politici. Un argomento vitale per Siena e per il Paese intero per cui il Partito Democratico non ammette passi indietro e se entro fine ottobre non arriveranno informazioni dal Governo i dem sarebbero pronti a mobilitarsi e a scendere in piazza.

“Siamo pronti a mobilitarci – conferma Franceschelli – perché credo che avere delle risorse stanziate e tenerle ferme non sia una buona cosa in un momento in cui il paese ha bisogno di sviluppare l’economia e soprattutto la ricerca biomedica”.



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