Caro carburante, Gesmundo (Coldiretti): "I 60 milioni non risolvono i problemi". E sui blocchi: "Giusto protestare, ma senza oltrepassare i limiti"

Il segretario generale di Coldiretti a Siena ha commentato le misure del Governo e le proteste degli autotrasportatori

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Il caro carburanti continua a mettere in difficoltà il mondo agricolo e quello dell’autotrasporto, tra costi sempre più elevati, proteste e interventi economici che cercano di contenere le conseguenze della crisi. Una situazione sulla quale è intervenuto da Siena Vincenzo Gesmundo, segretario generale nazionale di Coldiretti, a margine della presentazione del suo libro, commentando sia i blocchi degli autotrasportatori che le nuove risorse stanziate dal Consiglio dei ministri per fronteggiare i rincari.

Il Governo ha approvato un decreto che prevede 60 milioni di euro per il gasolio agricolo e altri 10 milioni per il settore della pesca, oltre agli interventi destinati all’autotrasporto. Risorse che possono contribuire ad alleggerire i costi sostenuti dalle imprese, ma che non cancellano le difficoltà di un comparto particolarmente esposto alle oscillazioni dei prezzi energetici.

“Abbiamo risolto i problemi? Non abbiamo risolto i problemi, ma c’è una tendenza da parte nostra a mettere dei piccoli mattoncini per poter risolvere i problemi”, ha spiegato Gesmundo, sottolineando come gli stanziamenti nazionali si inseriscano in un percorso più ampio di interventi per ridurre i costi del carburante.

Il segretario generale ha quindi rivendicato i risultati ottenuti da Coldiretti attraverso il confronto e le mobilitazioni a livello regionale. “Stamattina siamo sotto la Regione in Veneto e abbiamo ottenuto 22 milioni di euro straordinari, di cui 12 milioni vanno per l’ulteriore abbattimento del carburante agricolo”, ha dichiarato.

Secondo quanto riferito da Gesmundo, in oltre la metà delle regioni italiane gli interventi messi in campo nel corso del 2026 hanno consentito di riportare il prezzo del gasolio agricolo sotto la soglia di un euro al litro. Un risultato che assume particolare rilevanza considerando i livelli raggiunti dal carburante durante la fase più acuta dei rincari.

“Il costo del carburante agricolo è arrivato a 1,60 euro”, ha ricordato Gesmundo, spiegando come in diverse realtà territoriali il prezzo sia stato riportato “tra i 90 centesimi e l’euro, in alcuni casi anche sotto i 90 centesimi”. Un risultato ottenuto attraverso il concorso delle misure regionali e nazionali, compresi gli interventi sulle accise. “Credo che dei segnali siano importanti”, ha aggiunto.

Ma a risentire dell’impennata dei prezzi non è soltanto il settore agricolo. Le difficoltà degli autotrasportatori sono sfociate in blocchi e mobilitazioni che hanno interessato diverse aree del Paese. Proteste sulle quali il segretario generale di Coldiretti ha espresso comprensione per le ragioni economiche alla base della mobilitazione, accompagnata però da un richiamo alla responsabilità.

“Il blocco è stata una forma di lotta logica rispetto a della gente che stava lavorando ormai da troppi mesi in perdita, non è possibile una cosa di questo tipo”, ha affermato Gesmundo, collegando l’attuale situazione alle conseguenze delle tensioni geopolitiche internazionali.

Dalla guerra tra Russia e Ucraina al conflitto con l’Iran e alle ripercussioni sullo stretto di Hormuz, secondo il segretario generale di Coldiretti sono soprattutto le crisi internazionali ad aver contribuito a spingere il prezzo dei carburanti verso livelli difficilmente sostenibili per molte attività economiche.

La comprensione delle difficoltà, tuttavia, non deve tradursi in un sostegno incondizionato a qualsiasi forma di mobilitazione. “È giusta la protesta, sono giuste pure delle forme forti, anche Coldiretti delle volte usa delle forme forti, ma mai andando al di là di quella che può essere una tenuta istituzionale del nostro Paese”, ha sottolineato Gesmundo.

Il quadro resta dunque complesso. Gli stanziamenti approvati dal Governo e gli interventi delle Regioni possono contribuire ad alleggerire i costi sostenuti dalle imprese, ma la tenuta del settore agricolo e dell’autotrasporto continua a dipendere anche dall’andamento dei mercati energetici e dall’evoluzione delle crisi internazionali. Una situazione che, nonostante le risorse messe a disposizione, resta tutt’altro che risolta.

Filippo Meiattini

Filippo Meiattini è nato a Siena il 13 gennaio del 1999. A febbraio del 2021 è diventato giornalista pubblicista. Non ama parlare di sé, soprattutto in terza persona.



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