Cassanelli di Cgil risponde al provveditore agli studi: “Curtolo fa finta di non sapere come funziona”

Prosegue il botta e risposta tra la segretaria provinciale Flc-Cgil Siena Anna Cassanelli, e il provveditore agli studi Roberto Curtolo

Dopo le parole del provveditore agli studi, Roberto Curtolo (LEGGI QUI), la segretaria provinciale Flc-Cgil Siena Anna Cassanelli precisa: “Quello che ho posto è il problema di correttezza nella gestione delle relazioni formali tra ufficio scolastico provinciale, e l’organizzazioni sindacali. Da parte del personale c’è sempre stata grande disponibilità, e non l’ho mai messo in dubbio. Il problema è di gestione delle relazioni.”

Per quanto riguarda la Uil, vale a dire la sigla sindacale che ha avuto accesso all’ufficio scolastico provinciale, Cassanelli afferma: “La Uil è tra quelli che ha firmato ben 2 richieste di aperture di tavolo sindacale per discutere di queste problematiche. Siamo 4 sigle sindacali ad aver firmato, e lui a quello non ha mai risposto. Poi la trasparenza si garantisce proprio attraverso la corretta gestione delle relazioni sindacali. Se ti chiedo un tavolo, tu lo apri, e queste nomine con tutti i problemi connessi, le gestiamo collettivamente, come fanno in altre provincie. Qui c’è una scorrettezza profonda, il dottor Curtolo fa finta di non sapere come funzionano le relazioni sindacali. Non va bene che un dirigente dell’ufficio scolastico provinciali ignori due richieste inviate via pec, unitarie, da parte di 4 organizzazioni sindacali.
Lo so che se voglio ci posso andare, ma non si gestiscono così le cose.”

Infine Cassanelli sottolinea la sua fiducia nel lavoro svolto all’ufficio scolastico provinciale, ma ribadisce un mancato coinvolgimento da parte del provveditore. “Io non ho mai avuto dubbi sul fatto che loro stiano lavorando, ma non coinvolgendoci ufficialmente non hanno permesso di affrontare tutti i problemi in maniera globale. Tra noi sindacati ancora molte cose non sono chiare, perchè nè a noi nè ai docenti è stato spiegato, per esempio, come sarebbero state interpretate le domande che hanno compilato. Sarebbe stato necessario per dare una consulenza competente, essere resi partecipi. Loro questo non lo hanno mai fatto, e lui non lo può negare. Sulla lentezza lo so anche io che sono operazioni complesse, alle medie e alle superiori molti docenti possono insegnare più materie, e quindi non è semplice mettere insieme tutte le richieste. Però nell’assegnazione delle cattedre ci sono stati degli errori, e noi non essendo stati resi partecipi non sappiamo a cosa sono dovuti.”