Asta Taverne, il nuovo Ds Pietro Manganelli: "L’occasione è arrivata e andava colta”

L’ex leader in campo volta pagina: progetto sui giovani, conferma di Stefano Argilli in panchina e un ambiente “famiglia” per alzare l’asticella

Di Redazione | 15 Maggio 2026 alle 18:30

Pietro Manganelli, classe e carisma da veterano, lascia il calcio giocato e assume l’incarico di direttore sportivo dell’Asta Taverne. Una scelta rapida, nata al termine di una stagione chiusa con la terza salvezza consecutiva: “L’occasione è arrivata e andava colta”.

La decisione di smettere e cambiare ruolo. Manganelli non parla di addio, ma di svolta: una porta che si chiude e un’altra che si apre, senza lunghi preavvisi. “È stata abbastanza improvvisa. Non era programmata nell’immediato, ma quando capita l’occasione bisogna prenderla”.

“Conoscendomi, fare l’allenatore sarebbe troppo impegnativo mentalmente: poi la notte non dormo. Mi sento più adatto al ruolo di direttore sportivo.”

Giovani e programmazione al centro. Il nuovo ds mette in chiaro la rotta: identità, crescita e ambizione misurata. “L’Asta è una società importante, con un carattere familiare. I giovani devono essere valorizzati e trovare qui un trampolino di lancio. L’obiettivo è fare qualcosa di bello e programmato, crescere passo dopo passo e puntare a categorie superiori”.

“I giovani devono essere valorizzati: venire all’Asta deve diventare un’opportunità”.

Dal traguardo salvezza al passo successivo. La permanenza in categoria, per una società come l’Asta Taverne, resta un risultato pesante. Ora l’idea è consolidare e anticipare i tempi: “Siamo alla terza salvezza di fila: conta, eccome. Ma vogliamo fare meglio: invece di salvarci a due giornate dalla fine, provare a farlo cinque giornate prima. Il livello del girone si alza ogni anno e le avversarie sono blasonate: serviranno lucidità e continuità”.

Il valore dell’ambiente. Qui Manganelli non ha dubbi: la casa Asta è un plus competitivo.

“A Taverne ti senti in famiglia. Questo deve togliere pressioni ai giocatori e permettere di rendere: fare calcio in modo tranquillo, stando bene insieme”

Organigramma e continuità tecnica. Oltre alla nomina di Manganelli, arriva la promozione di Alessandro Bartoli a direttore generale e la conferma di mister Stefano Argilli. “Il mister ha fatto bene, ci siamo salvati e ci siamo trovati bene: è un uomo di calcio, non c’era motivo per cambiare. E sono contento che Bartoli resti al mio fianco: io sono un neofita da questa parte della scrivania, avere una spalla esperta è fondamentale”.

Il rapporto con Argilli. Da capitano in campo a dirigente, la linea non si spezza: “Con il mister terremo un rapporto il più professionale possibile, rimanendo nell’amicizia. L’Asta deve essere questo: lavoro serio dentro un ambiente che resta umano”.

“L’Asta deve rimanere una famiglia: è il nostro valore aggiunto, la base su cui costruire ambizione e programmazione.”



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