Ottant’anni di democrazia, di partecipazione e di conquiste civili. Chianciano Terme ha celebrato una ricorrenza significativa della propria storia istituzionale: il primo Consiglio comunale, riunitosi il 31 ottobre 1946, a pochi mesi dal voto che segnò anche l’ingresso delle donne nella vita democratica del Paese.
Un anniversario che l’amministrazione comunale ha voluto trasformare in un’occasione di memoria e approfondimento, con un programma di iniziative che ha avuto tra i momenti centrali l’intitolazione della sala consiliare alle 21 Madri Costituenti, le donne elette nell’Assemblea Costituente che contribuirono alla scrittura della Carta costituzionale.
A raccontare il significato delle celebrazioni è stata la sindaca di Chianciano Terme, Grazia Torelli, ospite della trasmissione Buongiorno Siena di Alessandro Pagliai.
“Abbiamo voluto valorizzare questo luogo di rappresentanza politica, dove ci si incontra, ci si confronta e si decide il futuro della comunità – ha spiegato Torelli –. Le 21 donne hanno lasciato un segno nella storia, nella cultura e nella politica del nostro Paese. Per questo abbiamo avviato con piacere questo percorso”.
La giornata è proseguita con il ricordo della prima seduta del Consiglio comunale, attraverso la lettura dei nomi dei componenti di quell’assemblea e la distribuzione di una copia della delibera numero uno, recuperata dall’archivio storico.
Spazio anche alla presentazione del volume Donne, resistenze e diritti. Chianciano Terme dall’antifascismo all’età dei movimenti 1938-1975, realizzato nell’ambito di un progetto di valorizzazione della memoria femminile durante la Resistenza. Il libro raccoglie le testimonianze delle donne di Chianciano che vissero quegli anni, restituendo uno spaccato di storia locale e di impegno civile.
Tra i momenti più significativi dell’iniziativa, la presenza di Marsilia, una delle testimoni le cui esperienze sono raccolte nel volume, oggi 101enne. Il suo racconto ha riportato alla memoria le paure della guerra, le attività clandestine e l’aiuto prestato a chi aveva bisogno di nascondersi, ma anche un ricordo più leggero e personale: il giorno del voto, quando decise di farsi un vestito nuovo per quella che era una giornata destinata a rimanere nella storia.
“È stata una giornata molto sentita e partecipata – ha sottolineato la sindaca –. Speriamo che ci sia sensibilità anche da parte dei giovani rispetto al valore della memoria“.
Un passaggio che Torelli ha voluto collegare direttamente al significato della Costituzione e ai diritti conquistati dalle donne, ricordando in particolare i principi di uguaglianza, la tutela della maternità e il diritto delle donne lavoratrici, contenuti nella Carta costituzionale.
“Quello è stato un momento in cui le donne hanno dimostrato una straordinaria capacità, determinazione e fermezza, che hanno poi trasferito nella nostra Costituzione. I diritti dell’articolo 3 rappresentano ancora oggi un riferimento fondamentale, anche se l’equità e la parità sono obiettivi per i quali c’è ancora da lavorare”.
Per la sindaca, dunque, l’intitolazione della sala consiliare non rappresenta soltanto un gesto simbolico, ma anche un riconoscimento storico e culturale. Perché ricordare significa mantenere viva l’attenzione sulle conquiste del passato e trasmettere alle nuove generazioni il valore dei diritti e della partecipazione democratica.