Chiesa di San Bartolomeo ad Ancaiano, crolla il tetto della cupola

Da anni si segnalavano le condizioni di grave degrado in cui versava l'edificio religioso, costruito per volontà di papa Alessandro VII

“Da qualche giorno le campane erano silenziose e non suonavano più il solito mezzogiorno, ormai l’unico segno di vita di questa chiesa. Ecco il motivo. Come abbondantemente annunciato e denunciato una parte della cupola è crollata”. E’ stato annunciato così, su Facebook, il crollo di una parte del tetto della cupola della chiesa di San Bartolomeo, ad Ancaiano (Sovicille), avvenuto nei giorni scorsi. Un gioiello architettonico purtroppo vittima del degrado più assoluto, e nel silenzio più assordante.

Dopo oltre tre secoli nei quali è stato il centro della vita sociale del territorio, dopo l’ultimo restauro di oltre 40 anni fa, l’edificio si trova ad oggi in condizioni estremamente precarie per mancanza assoluta di manutenzione, con forti infiltrazioni d’acqua dal tetto che hanno impregnato gran parte dei muri perimetrali e del campanile, con rigonfiamenti e distacchi dell’intonaco, crescita di alghe e muffe, deterioramento di opere e arredi. Sul tetto crescono piante legnose, le grondaie sono colme e sfondate. Mai portati a compimento gli annunciati progetti di intervento e restauro, alla fine si è materializzato il crollo di una parte della cupola.

Eppure la chiesa ha un alto valore artistico. Di chiara ispirazione rinascimentale, sostituì la più antica struttura medievale gravemente danneggiata durante il passaggio delle truppe imperiali nel 1554. Ricostruita ex novo nel Seicento per volere di papa Alessandro VII, in virtù della vicina Villa di Cetinale, è ispirata dalle architetture classicheggianti di Baldassarre Peruzzi.

La pianta è a croce latina a unica navata terminante con abside circolare; la copertura è a botte impostata su colonne e semipilastri; al centro del transetto si innalza una cupola con occhio centrale. Degli arredi medievali si conserva nel Museo civico e d’arte sacra di Colle Val d’Elsa la tavola Madonna col Bambino attribuita a Segna di Bonaventura. Alla fase di ricostruzione della chiesa rimanda la pala dell’altare maggiore raffigurante il Martirio di san Bartolomeo di Astolfo Petrazzi (1644).