Colle Val d'Elsa, il Pd denuncia il degrado dello stadio Gino Manni: "Cemento sgretolato, ruggine e incuria. Dove sono gli investimenti?"

Nel mirino dell'opposizione la gestione delle strutture sportive e le risorse stanziate dal Comune.

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Cemento sgretolato, inferriate arrugginite, vegetazione incontrollata e materiali abbandonati. È il quadro dello stadio Gino Manni di Colle di Val d’Elsa denunciato dal capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, Francesco Cavalieri, dopo un sopralluogo effettuato all’interno dell’impianto sportivo.

Una situazione che, secondo l’esponente dell’opposizione, evidenzia la mancanza di una programmazione adeguata e di investimenti sufficienti per la manutenzione di una struttura frequentata quotidianamente da numerosi bambini, ragazzi e famiglie.

La denuncia arriva accompagnata da immagini e riprese video realizzate durante il sopralluogo, con le quali Cavalieri intende documentare le condizioni dell’impianto e richiamare l’attenzione dell’Amministrazione comunale.

Dalle Olimpiadi del 2040 al degrado dello stadio: l’affondo di Cavalieri

Il capogruppo del Pd parte dalle dichiarazioni rilasciate nel febbraio scorso dal sindaco Piero Pii, quando Colle di Val d’Elsa aveva manifestato la propria disponibilità a ospitare eventuali eventi collegati alle Olimpiadi del 2040, raccogliendo una proposta avanzata a livello regionale da Matteo Renzi.

In quell’occasione, ricorda Cavalieri, il primo cittadino aveva parlato di una città pronta a mettere a disposizione impianti sportivi moderni e funzionali.

“Nella stessa occasione, sullo stesso articolo di giornale – afferma Cavalieri –, anche l’assessore Valerio Peruzzi dichiarava di avere investito, e di stare continuando a farlo, con lungimiranza sugli impianti sportivi cittadini”.

Affermazioni che il capogruppo dem mette oggi in discussione, alla luce delle condizioni riscontrate durante la visita al Gino Manni.

Secondo quanto denunciato dal Pd, nell’area dello stadio sarebbero presenti oggetti abbandonati, accumuli di rifiuti, strutture deteriorate e porzioni di costruzione cadute o in condizioni potenzialmente pericolose.

“Non è solo un problema dello stadio, ma di centinaia di famiglie”

La preoccupazione espressa da Cavalieri riguarda soprattutto la frequentazione quotidiana dell’impianto da parte dei più giovani.

“Questa è la situazione in cui versa lo stadio Gino Manni. La serie di problematiche è tra l’altro costantemente sotto gli occhi di decine e decine di bambini e dei loro genitori che frequentano l’impianto tutti i giorni”.

Il capogruppo sottolinea come la questione non possa essere considerata soltanto un problema di manutenzione di una struttura pubblica, ma debba essere affrontata tenendo conto delle esigenze delle famiglie e delle società sportive.

“Vorrei ricordare che il problema del Gino Manni non è un problema del Gino Manni, ma è il problema di centinaia di famiglie colligiane che hanno i propri figli che praticano sport qui dentro”.

Il nodo dei contributi: “Ridotti di 15mila euro all’anno, mai più adeguati”

Nel suo intervento Cavalieri richiama anche le scelte economiche compiute dalle precedenti amministrazioni comunali.

Secondo il capogruppo del Pd, circa quindici anni fa, durante l’Amministrazione Canocchi, i contributi destinati all’impianto sarebbero stati ridotti di circa 15mila euro annui, senza successivi adeguamenti.

“Purtroppo, ormai quasi quindici anni fa con l’amministrazione Canocchi, i contributi sono stati ridotti di circa quindicimila euro all’anno e tali sono rimasti. Come si può pensare che, alla luce dei rincari vertiginosi degli ultimi anni, questi siano sufficienti?”.

Un tema che, secondo Cavalieri, rende necessario rivedere le risorse destinate alla gestione e alla manutenzione delle strutture sportive cittadine.

La richiesta al Comune: “Servono priorità e investimenti concreti”

L’ultima critica riguarda la programmazione degli investimenti e le priorità individuate dall’Amministrazione comunale.

Cavalieri contesta l’entità delle risorse stanziate negli ultimi due bilanci per il Gino Manni, giudicandole insufficienti rispetto all’importanza dell’impianto e al numero di persone che lo frequentano.

“Mi chiedo come si possa affermare che aver deciso di investire una parte esigua del bilancio comunale dell’anno corrente e dell’anno precedente nel Gino Manni sia stata una questione di priorità”.

Per il capogruppo del Pd, il criterio da seguire dovrebbe essere anche quello dell’effettivo utilizzo delle strutture sportive.

“Io credo che quando facciamo una scala di priorità degli investimenti che riguardano il settore dello sport colligiano si debba tenere in considerazione la frequentazione che un impianto sportivo ha, e il Gino Manni è sicuramente se non al primo, al secondo posto”.

Da qui la conclusione polemica, che richiama direttamente le parole pronunciate dal sindaco nei mesi scorsi: “A questo punto credo che risulti superfluo chiedersi se il nostro stadio risulti moderno e funzionale”.



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