"Coriandoli bianconeri, vent’anni dopo": presentato il libro di Riccardo Gambelli tra memoria e emozioni juventine

Sala gremita per la presentazione del nuovo libro di Riccardo Gambelli: sul palco Sergio Brio e Andrea Causarano tra ricordi, passione e valori del calcio

Di Lorenzo Agnelli | 20 Aprile 2026 alle 16:30

Al Teatro del Costone una sala gremita e partecipe ha fatto da cornice alla presentazione di “Coriandoli Bianconeri. Vent’anni dopo”, il nuovo libro di Riccardo Gambelli edito da Edizioni Il Leccio. Una serata intensa, tra memoria sportiva, aneddoti e riflessioni sul calcio di ieri e di oggi, che ha riportato il pubblico indietro nel tempo, agli anni ’80 e alla grande epopea bianconera.

Accanto all’autore, un parterre di ospiti di rilievo: Sergio Brio, oggi ambasciatore della Juventus Football Club, Andrea Lorentini, Preisente Associazione Familiari Vittime dello Stadio Heysele Andrea Causarano, ex medico sociale bianconero.

Proprio Gambelli ha raccontato la genesi del libro, nato come naturale prosecuzione del primo capitolo pubblicato nel 2006: “Tutto è cominciato nel 2006 con il primo Coriandoli Bianconeri che scrissi per gioco per i miei amici e per la mia famiglia, poi invece arrivò in libreria. Era la storia della mia vita, della mia gioventù, con la Juventus che dettava i tempi. Avevo deciso di non scrivere più di calcio, poi però ho capito che dovevo concludere il mio percorso con la Juventus, soprattutto con la società, e quindi è nato questo libro. È un libro un po’ più tecnico rispetto al primo, mentre il primo era più goliardico, legato alla mia gioventù, questo è più dedicato alla società e al calcio attuale”.

Al centro della serata anche il messaggio che l’autore vuole trasmettere: “L’amore per il calcio deve basarsi sempre sul rispetto e sulla stima, anche tra tifosi e avversari. E soprattutto ai giovani voglio dire che il calcio di una volta era romantico, di cuore: oggi è cambiato, è più business, ma spero possano innamorarsene ancora”.

Grande entusiasmo anche nelle parole di Sergio Brio, presenza simbolica della Juventus: “Essere a Siena per noi è un onore perché è una terra juventina. Ci sono tanti club in Toscana, e questo amore per la Juventus è bellissimo. La nostra presenza è anche un ringraziamento a Gambelli per quello che fa per noi: vorremmo tanti tifosi come lui”.

Ricordi intensi anche per il senese Andrea Causarano, che ha vissuto da vicino una delle Juventus più vincenti: “Ho vissuto due anni meravigliosi: due Scudetti, due Coppe Italia e una finale di Champions. Ero circondato da grandi campioni, è un ricordo entusiasmante che porterò sempre nel cuore”.

Tra racconti di spogliatoio, aneddoti legati a figure storiche come Boniperti e Gianni Agnelli e momenti più toccanti, come il ricordo dell’Heysel nelle parole di Lorentini, la serata ha saputo unire generazioni diverse nel segno di una passione comune.

Un successo testimoniato dal teatro pieno e dalla partecipazione calorosa del pubblico, che ha reso ancora più significativo un evento capace di raccontare non solo il calcio, ma anche il valore del tempo, della memoria e delle radici.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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