Sabato 18 e domenica 19 aprile si è svolta a Gerenzano (Varese) la finale della Coppa Italia di Judo.
Cinque gli atleti che la palestra senese schierava sul tatami, tre di loro qualificati direttamente tramite la ranking list nazionale e gli altri due che si erano guadagnati il pass alle qualificazioni regionali.
Giulio Muzzi, nella categoria fino a 66 kg, si trova subito opposto all’ostico Miceli del Banzai Cortina Roma con il quale danno vita ad un incontro molto tirato, incerto fino alla fine, allo scadere del tempo il romano ha un vantaggio di uno yuko che gli consegna la vittoria.
Pietro Cresti fino a 73 kg deve nuovamente prendere coscienza delle attuali difficoltà fisiche in questa categoria di peso, nulla può contro il coriaceo Di Lorenzo della palestra asd Centro di Torino al quale è costretto a cedere il passo.
Ion Sima, al suo rientro alle gare dopo 15 anni, si trova opposto al primo turno al napoletano Sbrogna e, dopo alterne vicende, lo supera con un ippon di ogoshi; poi deve cedere il passo al più esperto Tosti di Bergamo, per poi trovarsi opposto al triestino Armano con il quale disputa un incontro interminabile che si risolve solamente al terzo minuto di golden score quando l’atleta senese si trova completamente svuotato di energie e prende la terza sanzione che ne decreta la sconfitta.
La domenica mattina è la volta delle gemelle Nastasi, Emma e Gaia, che difendono i colori della compagine senese nella categoria fino a 52 kg. Il primo incontro di Emma è con una avversaria storica, già incontrata sia da lei che dalla sorella, e anche questa volta la cussina ne ha ragione marcando ben tre yuko; al secondo turno si trova opposta all’esperta Giorgi di Palermo, già più volte medagliata a livello nazionale ed internazionale, e pur andando la nostra in vantaggio deve poi arrendersi alla maggiore fisicità della siciliana. Anche la sorella Gaia esordisce con una vittoria ottenuta applicando una leva articolare al gomito della torinese Egidi, ma al pari della gemella anche lei al secondo turno, con una judoka alla sua portata, a causa di una disattenzione rimane bloccata a terra lasciando così la vittoria nelle mani dell’avversaria.