Discoteche e locali, Grassi (Fiepet): “Il mondo della notte è stato abbandonato”

"Chiediamo al governo di non trascurarci" è il grido dei gestori, che vedono la riapertura molto lontana e studiano un modo per reinventarsi mantenendo le norme di sicurezza

“Il mondo delle discoteche e dei locali di intrattenimento sano è stato purtroppo abbandonato”. Ad affermarlo è Filippo Grassi, membro di giunta nazionale Fiepet Confesercenti e gestore di vari locali nella provincia di Siena. Proprio in questi giorni in cui il termine movida rimbalza continuamente tra telegiornali e quotidiani si fa sentire anche la voce degli esercenti che fanno dell’intrattenimento il proprio lavoro. Un settore duramente colpito dalle norme per contrastare il contagio da coronavirus, che vietano gli assembramenti di persone; questo però, a detta dei gestori, non vieta di reinventarsi e tornare ad aprire con modalità diverse che rispettino le norme igienico-sanitarie e di sicurezza.

“Ci possono essere tanti locali che possono fare cene con musica e divertimento stando distanziati, per cui se un gestore volesse aprire in maniera diversa e in sicurezza, perché no? – dice Grassi – E’ ingiusto che il governo non dica nulla sul mondo della notte, che è fatto di tanti locali sani e tanta gente che ci lavora. Siamo stati i primi a chiudere e saremo gli ultimi a riaprire”.

Il mondo della notte, quello fatto di locali e bar che tanto ha fatto parlare sui social negli ultimi giorni, a causa degli scriteriati comportamenti di alcuni che hanno inciso pesantemente sul quadro generale della situazione.

“Purtroppo si va a beccare solo gli isolati comportamenti scorretti a fronte della maggioranza delle persone che si comportano invece in maniera corretta – spiega Grassi – Secondo me i ragazzi sono molto più intelligenti di come vengono dipinti, ovviamente se siamo sempre a controllarli alla fine viene sempre trovato qualcuno che fa qualcosa di male; nel “mucchio” ci sarà sempre qualcuno che fa qualcosa che non deve”.

La richiesta è quella di una maggiore considerazione per la categoria da parte del governo, perché sì, quello che viene definito “mondo della notte” è soprattutto divertimento, ma per tanti gestori, barman, camerieri e altre figure professionali del settore significa lavoro. “Chiediamo al governo di non trascurarci – puntualizza Grassi – ma concertare invece proposte, idee e protocolli, come avviene per il mondo del teatro e del cinema, e sostegni adeguati per tutto il periodo di chiusura. Diversamente – conclude – si rischia di spingere un intero settore al fallimento e favorire l’abusivismo, con migliaia di giovani che potrebbero creare assembramenti in locali non autorizzati”.