Garante infanzia, Tucci contro la nomina: “Vicenda nata male e finita peggio: una pagina vergognosa per il Consiglio regionale”

Il consigliere di Fratelli d’Italia critica duramente metodo e merito della scelta: “Giani ha difeso il garante di se stesso, maggioranza spaccata e voto gestito con un ‘Kamasutra interpretativo’”

Di Lorenzo Agnelli | 13 Maggio 2026 alle 19:30

Durissimo attacco del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Enrico Tucci dopo la nomina di Stefano Scaramelli a nuovo Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Toscana. Per l’esponente dell’opposizione, la vicenda rappresenta “una pessima pagina di politica” destinata ad allontanare ulteriormente i cittadini dalle istituzioni.

“Una vicenda nata male e finita peggio”, attacca Tucci, che punta il dito prima di tutto contro i tempi e le modalità con cui si è arrivati alla nomina in Consiglio regionale. Secondo il consigliere di FdI, il percorso sarebbe stato gestito con superficialità fin dall’inizio. “Il precedente garante era scaduto il 25 maggio (2025) e siamo rimasti un anno senza questa figura – sostiene –. Poi il bando è stato pubblicato l’8 ottobre, in piena campagna elettorale, ed è scaduto a dicembre, quando il nuovo Consiglio regionale non era ancora pienamente operativo”.

Nel mirino dell’opposizione finisce soprattutto la candidatura di Scaramelli, accusato da Tucci di aver dato una lettura troppo politica della propria nomina che gli spettava di diritto. “Ha fatto un autogol clamoroso – afferma – parlando di questo incarico come di un ruolo che gli spettava per il lavoro fatto in campagna elettorale e per il sostegno dato alla lista di Giani”.

Ma le critiche riguardano anche il confronto tra i diversi candidati emersi durante i lavori della commissione Affari istituzionali. Tucci rivendica la scelta del centrodestra di sostenere la candidatura della ricercatrice Paolina Pistacchi, definita “una figura con un curriculum adeguato e competenze specifiche sulla tutela dei minori”, come richiesto dalla legge istitutiva del garante.

Durissimo anche il giudizio sul comportamento del presidente della Regione Eugenio Giani, unico esponente della maggioranza intervenuto apertamente in Aula a sostegno di Scaramelli. “È gravissimo – sostiene Tucci – perché il garante deve vigilare anche sugli atti della Giunta regionale. Di fatto Giani ha difeso la designazione del garante di se stesso”.

L’esponente di Fratelli d’Italia sottolinea poi il silenzio mantenuto in Aula dagli altri esponenti del Partito Democratico e di Casa Riformista. “Nessuno ha preso parola per difendere questa scelta, né il capogruppo di Casa Riformista Francesco Casini né gli altri consiglieri della maggioranza. Solo Giani si è esposto”.

Tucci critica inoltre il meccanismo con cui si è arrivati al voto finale, in particolare l’interpretazione del regolamento sul quorum. “Con il voto segreto e le schede bianche che non vengono conteggiate, il quorum si abbassa notevolmente”, osserva, richiamando anche le parole del consigliere del Movimento 5 Stelle Rossi Romanelli, che avrebbe definito la procedura “un kamasutra interpretativo”.

Secondo Tucci, il voto ha certificato anche la frattura politica nella maggioranza regionale. “AVS e Movimento 5 Stelle hanno dichiarato di non condividere la candidatura di Scaramelli – afferma – ma poi non hanno avuto conseguenze nei comportamenti, perché se avessero votato uno degli altri candidati Scaramelli non sarebbe passato, in quanto il quorum sarebbe stato più alto”.

Infine, il consigliere di Fratelli d’Italia difende il lavoro svolto dall’opposizione durante tutta la vicenda. “Noi abbiamo fatto il nostro lavoro – conclude – individuando una candidatura che ritenevamo corretta e opponendoci a profili che non consideravamo adeguati. Abbiamo scelto una persona competente valutando il curriculum e non gli equilibri politici”.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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