Il basket resta in stand by

La Fip sembrava pronta a far riprendere il basket regionale di alto livello, ma dalla riunione di ieri è emersa la volontà di attendere per provare a far ripartire tutto il movimento in un prossimo futuro

Doveva essere una riunione per sancire la ripresa del basket regionale quella di ieri sera tra FIP e Comitati regionali, ma la decisione finale è stata invece quella di prendere tempo per provare a far ripartire insieme tutta l’attività.

Nelle scorse settimane infatti la Federazione Italiana Pallacanestro aveva presentato al CONI la richiesta di inserire anche le serie C Gold, C Silver e B femminile, oltre alle giovanili nazionali, tra le attività cestistiche di interesse nazionale, così da poter permettere alle squadre delle suddette categorie di scendere in campo. La richiesta è stata accettata dal Comitato, e dal 16 Gennaio, ovvero dall’entrata in vigore del prossimo Dpcm, alle categorie dovrebbe essere permesso di disputare allenamenti e partite. Nonostante ciò, alle società non era ancora chiaro (perché di fatto non esplicitato dalla Federazione) il protocollo da adottare per la ripresa dell’attività e i relativi costi. La riunione di ieri, come detto, avrebbe dovuto chiarire questi punti, ma la Federazione ha preferito mettere in stand by la ripresa, sperando, in un prossimo futuro, di poter riportare sul parquet tutte le attività, dalle serie minori alle giovanili fino al minibasket, andando oltre, come si legge nel comunicato, “alla suddivisione in attività di interesse nazionale e non, che fino a questo momento ha creato situazioni disomogenee e paradossali fra tutti gli enti deputati all’organizzazione sportiva e frustrazione nelle giovani e nei giovani di tutte le discipline”.

“O tutti o nessuno”. Sembra questa l’opzione verso la quale la Fip sembra più predisposta al momento; un dietrofront importante rispetto alle disposizioni di qualche settimana fa che volevano una ripresa graduale a partire dalle massime categorie regionali. Che le proteste di alcune società, addirittura di intere categorie in alcune regioni come la Lombardia, dove la risposta alla proposta di ripresa è stato un secco “no”, abbiano portato la Federazione a fare un passo indietro? Dal comunicato della Federazione emerge la volontà di far riprendere gli allenamenti in sicurezza per tutti e solo dopo valutare quali altri campionati, oltre a quelli nazionali che si stanno regolarmente disputando, possano effettivamente prendere il via.