Il Campo Largo si presenta a Siena in difesa di MPS: attacco unitario a Giorgetti e alla destra senese

Nasce il fronte unitario del centrosinistra senese: “Il Governo esca dal silenzio”

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La partita sul futuro di Monte dei Paschi sta producendo un effetto politico finora inedito a Siena: la nascita di un fronte comune delle opposizioni di centrosinistra. Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Partito Socialista Italiano e Italia Viva hanno infatti sottoscritto un documento unitario sulla vicenda Mps, presentandosi per la prima volta come un blocco politico compatto in difesa della banca senese.

Un’iniziativa che assume un significato che va oltre la stessa vicenda bancaria e che rappresenta, di fatto, la prima manifestazione concreta del cosiddetto “Campo Largo senese“.

L’occasione è stata offerta dagli ultimi sviluppi del risiko bancario, con il comunicato diffuso a mercati chiusi venerdì scorso, Banco BPM ha infatti definitivamente escluso l’ipotesi di una fusione con Monte dei Paschi, lasciando aperto il confronto con l’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio lanciata da Intesa Sanpaolo.

Secondo le forze firmatarie del documento, si tratta di un passaggio che coinvolge direttamente il futuro economico della città e che richiede una risposta chiara da parte delle istituzioni nazionali. Nel comunicato, infatti, viene ricordato il percorso istituzionale avviato nelle scorse settimane, a partire dal Consiglio comunale straordinario che all’unanimità ha affidato al sindaco Nicoletta Fabio il compito di rappresentare gli interessi del territorio presso tutti i soggetti coinvolti nella partita. Un mandato che si è tradotto nel coordinamento con il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e con la presidente della Provincia Agnese Carletti per portare le richieste del territorio all’attenzione del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Ma proprio sul Governo si concentra l’affondo politico del centrosinistra, perché, secondo i firmatari, il ministro Giancarlo Giorgetti e l’esecutivo nazionale rappresentano oggi gli unici soggetti in grado di incidere concretamente sugli sviluppi dell’operazione attraverso gli strumenti a disposizione dello Stato, a partire dall’eventuale ricorso ai poteri speciali del Golden Power.

Le opposizioni denunciano però l’assenza di risposte da parte del MEF, nonostante la richiesta di incontro urgente avanzata formalmente da Regione Toscana e Provincia di Siena.

“Pur sollecitato da Provincia e Regione, il Ministero dell’Economia non ha ancora fornito alcun riscontro”, scrivono i firmatari, sostenendo che senza un intervento del Governo le possibilità di limitare gli effetti negativi dell’operazione promossa da Intesa Sanpaolo rischiano di ridursi sensibilmente.

Nel documento trova spazio anche una critica diretta alla maggioranza di centrodestra locale. Le forze del campo progressista accusano infatti la destra senese di non aver assunto una posizione chiara in una fase considerata decisiva per il futuro della banca più antica del mondo: “La destra senese fatica a esprimersi”, si legge nel comunicato, mentre i vertici nazionali dei partiti che sostengono il Governo sarebbero gli unici in grado di esercitare una reale influenza sulla vicenda.

Un passaggio particolarmente politico riguarda inoltre il giudizio sull’attuale situazione di Mps. Secondo il centrosinistra, se oggi la banca è tornata a essere un istituto solido lo si deve sia agli interventi pubblici decisi negli anni passati dai governi sostenuti dalle forze oggi all’opposizione, sia ai sacrifici compiuti dai lavoratori durante il lungo percorso di risanamento.

Da qui la richiesta che qualunque scenario futuro garantisca la tutela dell’occupazione, delle professionalità e del ruolo strategico svolto dai dipendenti della banca. L’appello finale è rivolto direttamente ai rappresentanti senesi di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, chiamati a chiarire se intendano sollecitare con forza il Governo affinché utilizzi tutti gli strumenti disponibili per difendere gli interessi del territorio e ottenere garanzie concrete per Siena.

Al di là della vicenda bancaria, l’iniziativa assume anche una valenza politica più ampia. La firma congiunta di PD, M5S, AVS, PSI e Italia Viva potrebbe essere letta come un primo passo verso la costruzione di un’alleanza più strutturata in vista delle prossime elezioni amministrative del 2028.

Naturalmente è ancora presto per parlare di una vera coalizione e restano numerose incognite sia sul piano programmatico sia su quello delle future leadership. Inoltre, all’appello mancano ancora tutte le principali realtà civiche che negli ultimi anni hanno avuto un ruolo significativo nel panorama politico cittadino e che potrebbero risultare decisive nella costruzione di un’alternativa al centrodestra.

Tuttavia, il fatto che forze politiche diverse e spesso distanti tra loro abbiano scelto di presentarsi con una posizione comune su uno dei temi più identitari per Siena rappresenta un segnale politico non trascurabile. La difesa di Monte dei Paschi diventa così non soltanto una battaglia istituzionale ed economica, ma anche il primo terreno sul quale il cosiddetto campo largo senese prova concretamente a misurare la propria capacità di fare sintesi e presentarsi come alternativa di governo della città.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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