Supplenze Ata, Querci e Bezzini (Pd): “Il Governo penalizza la Toscana per aver difeso la scuola pubblica. Una scelta inaccettabile”

I dem attaccano: "L'esclusione assume il carattere di una vera e propria penalizzazione, tanto più difficile da comprendere considerando che in queste Regioni il dimensionamento è stato comunque attuato attraverso il commissariamento deciso dallo stesso Governo"

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“È grave quanto emerge sulla distribuzione dei fondi destinati alle supplenze temporanee del personale Ata. Escludere Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna dalle risorse perché non hanno proceduto autonomamente al dimensionamento scolastico assume il carattere di una vera e propria penalizzazione, tanto più difficile da comprendere considerando che in queste Regioni il dimensionamento è stato comunque attuato attraverso il commissariamento deciso dallo stesso Governo. Il risultato è paradossale: prima si impone una scelta alle Regioni che hanno espresso la propria contrarietà, poi si privano le loro scuole di risorse sulla base del fatto che quella scelta non è stata assunta autonomamente”. È quanto dichiarano Simona Querci, consigliera regionale Pd e vicepresidente della commissione competente in materia di istruzione del Consiglio regionale, e Simone Bezzini, capogruppo Pd in Regione, in merito all’esclusione della Toscana, insieme a Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna, dai fondi destinati alle supplenze temporanee del personale ATA.

“A essere penalizzate non sono le amministrazioni regionali, ma le scuole, il personale e le comunità che ogni giorno garantiscono il funzionamento del servizio scolastico – concludono Querci e Bezzini – È una decisione che crea una disparità tra territori sulla base di una vicenda che nulla dovrebbe avere a che fare con la necessità di assicurare alle scuole personale e risorse adeguati. Il Governo e il ministro Valditara facciano marcia indietro e garantiscano anche alla Toscana le risorse necessarie per le supplenze del personale Ata”.



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