Il farmaco antiepilettico non è più in vendita: la storia a lieto fine della piccola Francesca

Nei giorni scorsi, il farmaco che la giovanissima senese usa per far fronte ad eventuali crisi epilettiche, risultava non essere più in commercio con il giusto dosaggio. Interessate le autorità competenti, la regione Toscana si è fatta carico della segnalazione.

Termina con il lieto fine la brutta vicenda in cui la giovanissima Francesca, 11 anni residente a Monteroni d’Arbia, era incappata suo malgrado nei giorni scorsi. Francesca, a cui sono state diagnosticate crisi epilettiche, ha necessità di utilizzare un farmaco con un dosaggio di 10 mg. Nei giorni scorsi però, un’inaspettata sorpresa. Il farmaco, indispensabile per Francesca, veniva venduto nelle farmacie di Siena e provincia con il solo dosaggio di 5 mg. Una volta contattato il numero verde AIFA, l’amara scoperta: il farmaco da 10 mg non era più in commercio.

In caso di urgenza quindi, i genitori avrebbero dovuto avere la freddezza di preparare due dosi da 5 mg per raggiungere i 10 richiesti. Una procedura, che in un momento delicato come quello di un attacco epilettico, potrebbe avere effetti fatali. A prendersi carico della vicenda lo studio legale Elia e Masi di Brindisi, città d’origine della famiglia residente da anni a Siena. L’esposto, indirizzato al Ministero della Salute, alla Regione Toscana, al Comune di Siena e alla Procura della Repubblica, ha posto l’attenzione proprio sui secondi vitali che potrebbero intercorrere tra la somministrazione della prima dose da 5 mg e la seconda. Dopo lo spavento iniziale però, la buona notizia. A rispondere nel giro di poche ore, è stata proprio la Regione Toscana, che attraverso la direzione diritti di cittadinanza e coesione sociale, ha reso noto che il farmaco è stato reso nuovamente disponibile nel ciclo distributivo. Una risposta immediata e puntuale, che gli stessi legale della piccola Francesca hanno voluto sottolineare. “Quando le istituzioni rispondono alle esigenze del cittadino, è sempre bene riconoscerne l’operato” – spiega l’avvocato Marco Masi.

Solo un brutto spavento quindi per la famiglia di Francesca e una bella vittoria per il diritto alla salute, non solo della giovanissima, ma dell’intera comunità.

Andrea Mari