Il "Grande cuore di Siena", bambini, giovani e adulti contradaioli insieme per “CuriAmo il nostro Rione 2026”

Benocci: "L’appartenenza passa dalla cura dei nostri territori: è qui che crescono i ragazzi e nasce il senso di comunità"

Di Lorenzo Agnelli | 23 Maggio 2026 alle 13:30

Una città che si prende cura di se stessa, un sacco in mano, rastrelli, palette e il senso di appartenenza nel cuore. Siena questa mattina ha mostrato uno dei suoi volti più autentici e belli con “CuriAmo il nostro Rione 2026”, l’iniziativa promossa dal Magistrato delle Contrade che ha coinvolto contemporaneamente tutte le Consorelle in una grande operazione collettiva di cura, pulizia e amore per il territorio.

Dalle 10 alle 12, strade, vicoli, piazze e giardini dei rioni contradaioli si sono trasformati in piccoli cantieri civici a cielo aperto. A lavorare fianco a fianco non solo adulti e dirigenti, ma soprattutto bambini e ragazzi, protagonisti di una mattinata dal fortissimo valore educativo ed etico.

Perché “CuriAmo il nostro Rione” non è stata soltanto una raccolta di rifiuti. È stata una lezione di cittadinanza vissuta sul campo. Un modo concreto per insegnare che l’amore per la propria Contrada passa anche dalla tutela degli spazi condivisi, dalla cura dei beni comuni, dal rispetto dell’ambiente e della città.

L’iniziativa, nata nel 2025 dalle Commissioni Solidarietà insieme ai Gruppi Piccoli e Gruppi Giovani Novizi delle Contrade con il patrocinio del Comune di Siena, punta ora a diventare un appuntamento fisso annuale. E la sensazione è che abbia già trovato il suo posto nel cuore della città.

“L’appartenenza passa proprio dalla cura dei nostri territori e dei nostri rioni – ha spiegato Alberto Benocci, referente della Commissione Solidarietà delle Contrade -. Dentro questi territori i ragazzi crescono, vivono le loro esperienze, i loro momenti di svago, i primi amori. Amarli vuol dire anche curarli e avere attenzione per questi luoghi”.

Un messaggio semplice ma potentissimo, che a Siena assume un significato ancora più profondo. Perché nelle Contrade il territorio non è soltanto uno spazio geografico: è memoria, identità, comunità. E proprio la comunità è stata la vera protagonista della giornata. Accanto ai più piccoli c’erano infatti anche tanti adulti, in un continuo scambio generazionale che rappresenta uno degli elementi più caratteristici del mondo contradaiolo.

“È importante che queste buone pratiche vengano insegnate fin dalla tenera età – ha aggiunto Benocci – ma è altrettanto importante che ci siano insieme grandi e piccoli. Si sta insieme, si parla, ci si confronta. È attraverso questo linguaggio comune che si crea cultura e identità”.

Tra scope, sacchi e guanti, non sono mancati anche momenti più leggeri e sorrisi. E alla domanda su quale fosse stato il “rifiuto vincitore” della giornata, Benocci ha risposto con amarezza ma anche con sincerità: “La regina del rifiuto è stata la cicca di sigaretta. I nostri rioni sono puliti, non abbiamo trovato grandi quantità di plastica o vetro, ma le cicche erano ovunque. Serve più educazione e forse anche campagne di sensibilizzazione più forti”.

Parole che riportano al senso più profondo di questa iniziativa: non soltanto pulire, ma educare. Trasformare un gesto semplice in una responsabilità condivisa.

E oggi Siena, ancora una volta, ha dimostrato che il grande cuore delle Contrade non batte soltanto nei giorni del Palio, ma vive ogni giorno nei piccoli grandi gesti di una comunità che continua a prendersi cura di se stessa.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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