Si allarga il dibattito politico dopo lo sgombero dell’appartamento di via Pantaneto, nel centro storico di Siena, dove vivevano undici cittadini pakistani in condizioni giudicate non idonee sotto il profilo igienico-sanitario e della sicurezza. Dopo la presa di posizione di Alleanza Verdi e Sinistra, interviene anche David Chiti, presidente di Italia Viva area senese – Casa Riformista Siena.
Per Chiti quanto emerso nel blitz delle forze dell’ordine “non è un episodio isolato la prova che un pezzo del sistema ha smesso di funzionare”. Nel comunicato si parla apertamente di “abbandono istituzionale e speculazione privata”, sottolineando come il sovraffollamento abitativo non possa essere considerato una semplice emergenza.
“Quando undici persone vivono stipate in un appartamento – afferma Chiti – non è emergenza: è abbandono istituzionale e speculazione privata”. Da qui il richiamo al rispetto delle regole nel mercato degli affitti: “Chi affitta deve rispettare la legge. Chi specula sul bisogno va fermato. Chi controlla deve controllare davvero”.
Il presidente di Italia Viva area senese collega poi la vicenda anche al tema dell’immigrazione e della gestione dei flussi lavorativi. “Siena, come l’Italia, vive grazie a migliaia di lavoratori che fanno i lavori che altri non vogliono più fare – scrive –. Se non governiamo i flussi, se non offriamo percorsi legali e alloggi decenti, allora creiamo noi stessi il terreno dello sfruttamento”.
Nel comunicato viene chiamato in causa anche il sistema dell’edilizia residenziale pubblica. Chiti ricorda il ruolo di Siena Casa e il problema degli alloggi ERP non assegnabili perché in attesa di manutenzione, con liste d’attesa sempre più lunghe e una domanda superiore rispetto alla disponibilità di abitazioni.
“Chi non trova casa nel pubblico finisce nel mercato privato, dove proliferano abusi, sovraffollamento e speculazione”, sottolinea.
Da qui la richiesta di un “Piano Casa regionale e nazionale con più offerta abitativa, controlli sugli affitti e una gestione intelligente dell’immigrazione. Pantaneto è un campanello d’allarme – conclude Chiti –. Ignorarlo significa accettare che la dignità diventi un lusso”.