L’anarchia poetica di Fabrizio De André torna a vivere in una forma nuova, tra teatro e musica, nella suggestiva cornice di Abbadia Isola. Sabato 9 maggio alle ore 17.30 andrà in scena la trasposizione drammaturgica di “Storia di un impiegato”, uno dei lavori più complessi e intensi del cantautore genovese.
Lo spettacolo, con la regia di Francesco Leschiera, propone una rilettura viscerale e contemporanea dell’opera, intrecciando linguaggi e suggestioni per restituire tutta la forza politica e simbolica del disco. Gli arrangiamenti sono curati da Walter e Fabio Bagnato degli A3 Apulia Project, mentre la drammaturgia è firmata da Antonello Antinolfi.
Un viaggio tra ribellione e coscienza
Al centro della narrazione la parabola di un impiegato qualunque che, scosso dai fermenti del Maggio francese, decide di ribellarsi all’ordine costituito. Un percorso che si muove tra sogno, delirio e realtà, fino alla carcerazione, trasformandosi in una riflessione potente sulla libertà individuale e sul rapporto tra coscienza e società.
Un racconto che, a distanza di quasi trent’anni dalla scomparsa di De André, continua a interrogare il presente, ponendo domande ancora attuali: fino a che punto siamo disposti a mettere in discussione noi stessi e il sistema in cui viviamo?
La regia e la forza della scena
La firma registica di Leschiera punta su un linguaggio essenziale e rigoroso, capace di trasformare le canzoni in quadri scenici, evitando ogni forma di didascalismo. Luci, corpo e parola diventano strumenti per dare forma a un racconto emotivo e immersivo, mantenendo costante la tensione tra riflessione e coinvolgimento.
In scena lo stesso Leschiera, insieme a Fabio Bagnato (chitarre e voce), Walter Bagnato (pianoforte, fisarmonica e voce), Guido Bistolfi (basso elettrico) e Umberto Gillio (batteria).
Una location che amplifica il racconto
A rendere ancora più unico l’evento è la scelta della location: il chiostro e le mura di Abbadia Isola, dove il fascino medievale incontra la modernità dei temi affrontati. Un contrasto che amplifica la forza evocativa di brani iconici come “Il bombardiere” e “Nella mia ora di libertà”, trasformando lo spettacolo in un’esperienza immersiva.