Arriva la risposta di Fratelli d’Italia alla proposta del Partito Democratico di modificare la legge elettorale toscana, eliminando il cosiddetto listino bloccato. Una replica che, pur condividendo il principio indicato dal Pd, allarga il campo del confronto chiedendo una revisione più profonda dell’intero sistema.
A intervenire è Francesco Michelotti, deputato e coordinatore regionale toscano di Fratelli d’Italia, che accoglie positivamente l’ipotesi di superare il listino bloccato, rivendicando al tempo stesso la posizione storica del partito. “L’abolizione del listino bloccato nella legge elettorale toscana trova ovviamente d’accordo Fratelli d’Italia, unica forza politica a non averlo mai utilizzato sfruttando, invece, sempre, le preferenze”.
Per il parlamentare di FdI, tuttavia, l’intervento non può limitarsi a una singola modifica tecnica, la riforma, secondo Michelotti, dovrebbe riguardare l’architettura complessiva della normativa elettorale regionale, con particolare attenzione alla rappresentanza dei territori.
“L’impalcatura della legge elettorale toscana deve essere ridisegnata e riscritta basandosi sul principio della valorizzazione della territorialità e a tutela delle province minori”, sottolinea il deputato.
Un passaggio che porta il dibattito su un piano più ampio, toccando uno dei temi ricorrenti del confronto politico regionale: il peso delle aree periferiche e delle province meno popolose nei meccanismi di rappresentanza istituzionale.
Michelotti lascia comunque aperta la porta al confronto con il Partito Democratico, ponendo però una condizione politica precisa: la disponibilità a un dialogo concreto e non di facciata. “Se il Pd è disponibile a confrontarsi ed interloquire con noi su queste modifiche, dimostrando un atteggiamento costruttivo, siamo disposti a sederci a un tavolo”.
La partita sulla riforma della legge elettorale toscana si arricchisce così di un nuovo tassello. Dopo l’iniziativa lanciata dal capogruppo dem Simone Bezzini, anche il centrodestra entra nel merito del dibattito, lasciando intravedere margini di confronto trasversale su una materia destinata ad avere un peso rilevante nei futuri equilibri politici regionali.