“Maga” accusata di una truffa da 40mila euro, la figlia la difende in aula: “Mai visti quei soldi”

Il processo sul presunto raggiro subito da un 58enne a Colle di Val d'Elsa, che voleva sconfiggere il malocchio: fra i testimoni uno dei carabinieri che eseguì l'arresto "mi lanciò una maledizione"

Una “maga” di nazionalità tunisina, residente a Colle di Val d’Elsa, è finita a processo con l’accusa di aver truffato un 57enne cui avrebbe spillato ben 40mila euro. Il fatto risale al luglio 2018, quando i carabinieri, ricevuta la denuncia della presunta vittima, spacciandosi per potenziali clienti compirono un blitz nella casa della donna mettendola in manette, dopo aver sequestrato denaro ed innumerevoli oggetti esoterici. Blitz durante il quale un carabiniere, l’attuale luogotenente della stazione di Siena, Luigi Polimanti – come raccontato al giudice – avrebbe ricevuto una maledizione, la “condanna alla sterilità”.

Una storia dai contorni ancora non del tutto chiari. Secondo la versione della parte offesa, che in quel periodo si trovava in grande difficoltà psicologica sia in ambito lavorativo che sentimentale, la maga gli avrebbe proposto una “procedura” sicura per combattere il malocchio, dietro il pagamento di 40mila euro. Scoperto il raggiro, l’uomo si sarebbe rivolto ai militari. Una ricostruzione completamente diversa da quella offerta dalla figlia dell’imputata – chiamata oggi a testimoniare – secondo la quale il 57enne, da anni amico di famiglia, non avrebbe mai messo a disposizione quella cifra poiché privo di denaro, e anzi avrebbe ricevuto a sua volta un prestito da 1000 euro dalla maga, che, ha giurato la figlia, non era più in attività da oltre 20 anni.

C.C