Mario Ascheri dona eccezionale patrimonio di 20mila libri al Comune di Siena

Corpus frutto di 50 anni di lavoro come docente, storico, ricercatore e giornalista sulla storia senese, toscana ed europea, ricco di manoscritti antichi e di valore. "Vorrei diventasse un archivio di studi e ricerche per il Santa Maria della Scala"

Oltre ventimila libri, tomi, stampe, fotocopie di volumi rari, lavori di ricerca: il professor Mario Ascheri, storico e docente di storia di diritto medievale e moderno  ha deciso di donare al Comune di Siena il lavoro di una vita, un vero e proprio fondo sulla storia costituzionale e della giustizia toscana, senese ed estera, frutto di 50 anni di attività come docente, storico, ricercatore, commentatore e giornalista.

Un corpus dall’altissimo valore storico, dove sono presenti anche manoscritti del ‘500 ed opere in lingua straniera, frutto di corrispondenze, incontri, scambi e partecipazioni a convegni internazionali. Tante pubblicazioni non sono conosciute ai circuiti librari del territorio e rappresentano preziose rarità di cui potranno godere studiosi, ricercatori ed appassionati.

“Sono circa 20mila libri – fa il conto Ascheri- a casa mia non ci stavano più e ho dovuto metterli in un magazzino, ma ormai non sapevo più come gestirli: circa 20 metri quadri di scatoloni. Dentro ci sono 50 anni di lavoro”.

Il patrimonio librario era certo ambito, tanto che il professor Ascheri ha ricevuto “offerte” anche da istituti di ricerca ed atenei di altre regioni: “Ma sono stato Mangia d’Oro, non potevo certo portarli fuori da Siena. Ho deciso così di proporli al Comune. L’ho fatto per dare un messaggio e un segnale, tanti altri a Siena hanno straordinarie collezioni da poter mettere a disposizione della città”.

I libri saranno sistemati temporaneamente alla Comunale, dove, spiega Ascheri “andrà fatto un lavoro preliminare per schedarli e metterli in ordine”. L’idea del professore è però di poterli valorizzare al massimo al Santa Maria della Scala, che nei progetti, dovrebbe diventare un polo culturale polivalente. “E’ l’opzione che preferirei – sottolinea – i libri andrebbero ad integrare creando un alto profilo culturale e di ricerca, diventando un archivio di studi”.