Maxi evasione e utilizzo di braccianti non in regola: società agricola scoperta dalla Finanza

Nascosti al fisco 300mila euro con un complesso sistema evasivo

Evasione fiscale e utilizzo irregolare di braccianti: società operativa tra la Valdorcia e la Valdichiana è finita nel mirino della Guardia di Finanza di Siena che ha potuto appurare e ricostruire un sistema evasivo che ha visto il coinvolgimento di due soggetti economici riconducibili alla stessa compagine sociale. I dati in mano agli investigatori hanno consentito di ricostruire oltre 300 mila euro di ricavi non dichiarati. Immediata la segnalazione da parte dei finanzieri alla competente Agenzia delle Entrate per le conseguenti procedure sanzionatorie e di recupero delle imposte evase.

Il sistema evasivo si articolava in parte mediante l’emissione e la non registrazione di fatture, in parte conriscossioni totalmente in nero di prestazioni lavorative realizzate dalla società. In sostanza, nel corso della verifica alla “società madre” i finanzieri hanno trovato una contabilità in nero parallela a quella ordinaria che coinvolgeva anche la “società figlia”, prontamente attenzionata dalle Fiamme Gialle. In particolare, all’interno dei sistemi informatici aziendali sono stati individuati diversi files excel dei lavori eseguiti, molti dei quali risultati non fatturati. Parte dello stratagemma adottato consisteva nel riutilizzare più volte la stessa numerazione su più fatture emesse con l’inserimento nella contabilità ufficiale di quella con l’importo meno elevato.

Oltre a ciò sono stati scoperti oltre 60 braccianti agricoli tutti formalmente assunti in modo regolare, fossero in realtà retribuiti in larga parte con emolumenti fuori busta ovvero “in nero”, consentendo così alle società ulteriore indebito risparmio d’imposta. In merito sono in corso approfondimenti delle posizioni fiscali irregolari volti ad individuarne la provenienza ed il reimpiego.